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   Esempio di Up-Grade, Infinity K9 dalle stalle alle stelle...
   









Capitolo Primo

Come passare da un sacco di Ampere a stato solido, a pochi Watt valvolari.

Sembra impossibile che lo stesso diffusore possa divenire docile e facilmente pilotabile, eppure è bastato riprogettarlo parzialmente per ottenere un equilibrio perfetto ed una impedenza ben lontana dagli 0,5 Ohm iniziali. 









Questa sezione è dedicata agli up-grade, volutamente omettendo, per riservatezza delle mie opere, di descrivere le modalità specifiche di tali modifiche , voglio dare modo di comprendere, tramite questo articolo, il mio modo di operare, utilizzando appunto l'esempio limite delle Infinity K9 come riferimento, essendo il diffusore più ostico per antonomasia ed il più difficile in assoluto da far suonare al massimo delle sue proprietà, descrivo come ho dovuto  stravolgerlo completamente rispetto al progetto originale, rivedendo in toto ogni particolare sia meccanico che elettrico, i risultati ottenuti sono stupefacenti, passando dalla classica K9 di serie impossibile da pilotare ad un diffusore docile ed arioso, privo di difetti e senza alcun sentore, prima palese, della fastidiosa sensazione di incrocio che impediva al diffusore di dare un'immagine unica come fosse un monovia a suonare.









K9 prima e dopo...

Chi non e' rimasto affascinato nel vedere le Infinity K9 e proprio per questo si è complicato la vita? Che rabbia vedere ballonzolare le membrane a basso volume e sentirle gracchiare alzando!

Tuoni, tempesta e rumori di fondo, acuti simili a coltelli che saettano ovunque: tutte cose accadute all'ignaro audiofilo che dopo essere faticosamente riuscito a reperire, acquistare e ricondizionare le splendide K9, si trovava in piena crisi esistenziale.

Un progetto strano ed un comportamento elettrico ancora piu' anomalo le ha fatto entrare per merito/demerito nella categoria dei diffusori piu' critici da usare ed interfacciare, ma qual'è il perchè di tutto questo?

Il problema principale è la sfilza di vie (5 per esattezza), volendo creare un diffusore che riproducesse ogni singola parte dello spettro in modo inequivocabile, la Infinity si è trovata a dover incrociare ed interfacciare diverse tipologie di trasduttori, questi altoparlanti avevano caratteristiche elettriche diverse ed un diverso comportamento nel modulo di impedenza, come risultato il crossower è divenuto enorme e zeppo di cellule di compensazione...

La complessità del filtro ha imposto una complicata installazione dello stesso, che per rispettare gli spazi, è divenuto parte integrante della complicata morsettiera (ottima soluzione per limitare la filatura) inglobando nell'insieme i reostati di guadagno dei driver, insomma se lo si vuole smontare diventa un'impresa non da poco.

Il cabinet per estetica e funzionalità è molto buono anche se poco smorzato (considerando l'età comunque più che valido), la litratura è al limite della sufficienza e doveva essere compensata da una cospiqua quantità di lana acustica, che oltre a smorzare l'interno del diffusore aveva anche il compito di ingannare  i 2 woofer facendogli credere (si fa per dire) di lavorare in un ambiente più ampio.

La base inclinata aiutava l'immagine nel posizionamento verticale che altrimenti sarebbe stato troppo bassa con un ascolto ravvicinato, ma in caso di uso in ambienti grandi toccava spessorarlo per raddrizzare il tutto, problema verificato e risolto dalla stessa casa  produttrice nella serie Renassance dotata di punta regolabile posteriore.

Ottimo il pannello di copertura anteriore, sia per i materiali usati che per struttura, inoltre zeppo di inserti, mai sentito interferire o vibrare!

Il limite posto dai costi di progettazione ha probabilmente obbligato la ditta a costruire il modello definitivo con un cross ben funzionante ma dalle caratteristiche killer  con il modulo d'impedenza al limite degli 0,5 Ohm, così nacque la k9.

Definisco un limite economico in fase di progettazione poiché reputo inverosimile pensare ad una incapacità dei loro tecnici dati i risultati otteniti da noi, comunque eccola in tutta la sua imponenza e sobria veste, cosa desiderare di più, grande e di ridotta profondità, potente e definita oltremodo, biamplificabileeeee e zeppa di controlli, ma!......Cavolo! Come far suonare un muro in calcestruzzo! Non oso ricordare la folle quantità di finali che le K9 hanno sterminato ingloriosamente, da parte mia circa una decina e che io sappia dei miei contagiati altrettanti (questo prima di voler comprendere il perchè).

I problemi sono in definitiva un'esasperata richiesta di corrente, il cross tende in posizione estended a scaricare parte del flusso al riferimento negativo che compensa i bassi  rispedendola al finale.  Peggiore è il comportamento del modulo d'impedenza che arriva a toccare in certi punti i fatidici 0,5 ohm, con conseguente esasperazione del (povero) finale che si ritrova a dover lavorare con un carico al limite delle sue capacità.

Dopo l'acquisto, i fortunati si ritrovavano a cercare un finale che corrispondesse alle caratteristiche specificate di fabbrica, efficienza, potenza ed impedenza, ahahahahahah! 4 ohm, si magari da scollegate....

Così la maggior parte dei finali acquistati appositamente esplodevano irreparabilmente oltre i 90 db, sul più bello direi, quando il punch dei woofer iniziava a scuotere tutto, puffffffff......

Per pregio o difetto, ho sempre avuto il vizio di perseverare ogni qualvolta mi trovassi alle prese con qualcosa di ostico e mi infatuai così tanto delle K9 che ne acquistai ogni coppia trovassi, perfetta o da rifare, alla settima coppia decisi infine un upgrade e cominciò così:

L'analisi iniziale era tutt'altro che positiva, tutti i problemi legati al filtro e gli incroci non davano grandi speranze, inoltre, anche il mobile, osservato accuratamente, contribuiva a sporcare il tutto, in definitiva, il modulo d'impedenza variava spaventosamente con la potenza immessa e la frequenza, sopra un certo livello la litratura risultava mal gestita (problemi legati alla quantità di lana acustica ed alla sua disposizione nel mobile), i pannelli frontale e posteriore suonavano quanto i bassi, creando una sorta di reflex con la parete posteriore ed infine il supporto di base che, a causa dell'inclinazione, non consentiva un ascolto coerente nell'altezza dell'immagine.

Con il prezioso aiuto di Davide Dacomo, collaboratore ed amico, abbiamo verificato con il Clio il modulo d'impedenza ed il suo comportamento, rivisti: filtro, incroci, celle di compensazione, sostituite le induttanze e altre cosette e dopo tutto ciò ci siamo trovati di fronte un diffusore molto più analitico e sobrio, facilmente pilotabile e dall'impedenza stabile sui 4 ohm (questa volta per davvero).

Spariti quasi completamente i sentori di incrocio tra le vie, la sensazione che ne veniva era di ascoltare un monovia di grandi dimensioni con i conseguenti vantaggi.
Prima (foto a sinistra) e dopo il lifting al filtro (foto a destra), sono ben visibili le gigantesche induttanze inserite praticamente a tampone nel mobile (notare la differenza con le originali vecchie appoggiate sulla base) ed alcuni dei componenti aggiunti/sostituiti.

In effetti l'opera più complicata è stata proprio riuscire a lavorare in spazi così ristretti.

Dopo varie peripezie, siamo comunque riusciti a far entrare tutto (ancora non so come), con molta attenzione a bloccare bene ogni parte al moblie ed a smorzare eventuali risonanze (vedi foto sottostanti), abbiamo iniziato l'ascolto.






Per eliminare le risonanze del mobile, ho aggiunto internamente dei rinforzi di sezione circolare, inserendoli a forza tra i pannelli e incollandoli con gran quantità di colla vinilica.  I punti da rinforzare maggiormente sono risultati quelli periferici alle esteremità dei woofer essendo quelli di maggior pressione sul cabinet, il basso ha recuperato controllato ed impatto, sparite tutte le risonanze parassite.





Per smorzare le risonanze esterne posteriori, abbiamo irrigidito e appesantito maggiormente la parete posteriore del diffusore posizionando nella zona adiacente i woofer una placca di mdf di un certo spessore, aumentando la massa è variata la frequenza, per fissarla saldamente al pannello posteriore sono occorse una raffica di viti da legno autofilettanti ed una gran quantità di colla vinilica, risultato....un basso frenato più profondo e composto, ricco e corposo, sparita ulteriormente l'influenza al basso della parete posteriore ed un incremento di 2 db nella discesa a scalare verso le ottave inferiori.

Adesso riguardando il lavoro fatto, dovessi rifarlo, mi comportei diversamente, perlomeno per ciò che riguarda il mobile, e..senza superare la profondità della base (o si perderebbe uno dei pregi migliori del diffusore), aprirei il fondo per l'intera superficie della placca, che a suo tempo ho solo aggiunto, aprendo una maggiore litratura che consentirebbe ai woofer di scendere ulteriormente in frequenza e con inserti di diversa forma aumentare la rigidità interna del mobile.

Questo permetterebbe, aumentando la litratura, di poter diminuire anche la quantità di lana presente all'interno ed un suo migliore posizionamento, il miglioramento dovrebbe essere notevole in ogni parte dello spettro.






Per la base è stato più facile: rimossa l'originale ho spessorato il fondo fino a trovare il punto in cui, a diffusore perfettamente verticale, l'immagine risultasse al posto giusto, dopodichè, ricavate le giuste misure, ho fatto fare dal mio falegname le basi, optando per un legno massello ma morbido, in grado di trasferire (per avere un buon riferimento a terra) e smorzare contemporaneamente i bassi in modo da ridurre a sufficienza le risonanze del pavimento, finitura esclusivamente a cera d'api (per non eliminare le porosità del legno) ed una bella lucidata a base e diffusore. 

Un tocco di classe sarebbe stato sostituire anche le banane di collegamento, ma, a parte il  costo notevole di una modifica simile (specialmente per i WBT a pannello) che avrebbe fatto lievitare il costo complessivo oltre il valore del diffusore, avrei dovuto demolire praticamente il filtro (doppio toast di stampati) non volendo infierire ulteriormente ho preferito soprassedere.

Particolare non trascurabile: dopo la modifica il cross-ower era divenuto praticamente quasi impossibile da estrarre a causa delle megainduttanze fissate di lato, se proprio avessi voluto cambiare anche le terminazioni, avrei potuto farlo solo prima di tutto il resto..




Le Conclusioni

A lavoro finito, l'ascolto dei diffusori è stato entusiasmante, stabilito che non ci fosse più il problema per il pilotaggio, abbiamo azzardato a collegarli ad un valvolare da 8 Watt per canale, anche a volume molto basso restituiva un suono completo in ogni parte, senza lasciare spazio al seppur minimo sentore puntiforme che indirizzasse a pensare fosse un multivia, l'immagine risultava alla giusta altezza e ben focalizzata, alzando il livello fino al limite dell'amplificazione non c'era nessuna indecisione o richiesta di sovrapilotaggio,

La sensazione maggiore è scaturita dalla naturalità del suono prima inesistente, scomparsi pure tutti gli artefatti generati dai picchi di somma incrocio preesistenti, tutto un altro ascoltare......Stessi risultati anche spingendoci dentro 300Watt, davvero eccezionale.

Il costo dell'operazione che ho descritto è stato di circa 1.600,00 Euro (a suo tempo) e da parte mia e di chi le ha ascoltate (e comperate) posso assicurare che ne è valsa davvero la pena e la spesa.


Abbiamo voluto mostrare apposta questo Up-Grade, per far capire quando si possa ottenere da qualsiasi componente che per pregio/difetto possegga di base un punto di partenza, per ottenere un prodotto Hi-End con una spesa decisamente ridotta rispetto ad un altro che suona di serie nello stesso modo ma che costa dieci volte tanto. Inoltre (questo è solo un mio punto di vista), ci sono oggetti di culto o comunque molto apprezzati, che però sono indegni in quanto a prestazioni o utilizzo in connubio a componenti semplici e non specifici e costosi.

Il vero audiofilo, quello che nel periodo d'oro dell'audio (anni 80>90) godeva girando per i negozi e poteva ammirare oggetti stupendi, intere pareti zeppe di elettroniche di ogni tipo e diffusori ovunque, ormai gli rstano a disposizione solo i supermercati, visto che per via della crisi i negozi di Hi-Fi praticamente stanno chiudendo tutti, questo lo porta a cercare nell'usato i datati ma ancora splendidi componenti.

L'audio era oggetto di culto e l'impianto, più che un insieme di marchi da sfoggiare, era veramente composto di macchine belle, costruite con buon gusto, piene di particolari grafici e manopole splendidamente scolpite.

Tenendo nel cuore questa immagine, ho pensato che niente, se di qualità, non possa suonare bene, concedendo uno spazio ulteriore per i nostalgici come me, nel poter appagare l'ego di avere il vintage sotto gli occhi e riuscire anche ad ascoltarlo in un contesto di vera qualità. Le Infinity che vi abbiamo descritto sono solo uno dei molti Up-Grade che abbiamo fatto, lettori CD, amplificatori finali ed integrati, preamplificatori, insomma qualsiasi cosa ........................................