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   Top Audio Milano Hi-End 2005
   









Dopo l'esperienza vissuta al Top 2004 con l'acustica pessima delle sale del Quark, mi ero ripromesso di non farmi cogliere impreparato e stavolta, conoscendo bene l'impianto, ho volto tutti gli impegni all'acustica della stanza, con relativi risultati, l'articolo di Suono ne è la prova.

Immancabili purtroppo gli errori di trascrizione (errore o omissione volontaria?) nei quali Shat pare inesistente e tutto il merito finisce a Plasmapan, presente con me al Top, ma non artefice dell'opera e soprattutto dei risultati.

L'idea dei paracadute ha funzionato, peccato però che, per tanto io faccia, il merito della qualità venga attribuito
alle elettroniche e mai alle connessioni e pensare che ho voluto nuovamente partecipare al Top Audio proprio per dimostrare che i collegamenti sono importanti quanto le elettroniche stesse.

Mi rifiuto di credere che gli audiofili siano così ciechi e ottusi, eppure anche spiegandolo, sentivo solo dire" queste elettroniche suonano in modo favoloso"....







Riguardo al miglior Suono di quest'anno, vorrei fare una precisazione: avete ascoltato alle fiere successive lo stesso impianto senza le mie connessioni? Deducete voi dov'era la magia a questo punto.

Resta di fatto che nella prova, l'unica cosa da capire è che non ha importanza quanto buone possano essere le elettroniche impiegate se il segnale che si trasporta tra di esse viene stuprato.

Non voglio certo dire che Audio Physic sia scadente, tutt'altro, altrimenti anche con le mie connessioni non avrebbe suonato comunque, sono macchine fantastiche che però vanno messe in condizione di dare il proprio meglio e valorizzate come qualsiasi altra.

Non le avrei certamente acquistate se non le avessi reputate ottime, ma ho potuto farlo solo collegandole nel giusto modo, meditate gente, meditate...

Rispetto al 2004 questa volta sono pienamente soddisfatto (cosa non facile), ho speso una follia per tappezzare la stanza di paracadute e fare un impianto elettrico adatto, ma ne è valsa la pena.

Chi è venuto a sentirci ha trascorso momenti di pace e ha potuto rilassare l'udito dopo essersi ascoltato l'intero pianoterra con tutte le risonanze e distorsioni esistenti, ho visto alcuni ritornare più volte e soffermarsi parecchio tempo, visibilmente compiaciuti, complimenti a go-go da chi usciva dalla sala e la fila fuori per poter entrare, quale soddisfazione maggiore di questa può desiderare un operatore?







Dopo la traumatica esperienza dell'anno scorso, con l'acustica fetente della saletta 124 (piano +1),dovevo trovare una soluzione a costo di tappezzare la stanza con la carta igienica!!!
Così facendo mi sono ritrovato a vagare a caso nei posti più strani per carpire un'idea, non era cosa semplice visto il regolamento del Top che, ovviamente per motivi di mantenimento condizioni stanze, obbliga gli espositori a non utilizzare in nessun modo appigli, legacci o adesivi di alcun genere per l'allestimento fiera, come fare...
Trovata la camera ideale (109 sempre al piano +1) ora dovevo zittirla, ma come?
Girovagavo in Ikea nella zona armadi e... Boom!!!!  Mi sono trovato davanti dei puntelli per cabina armadio perfetti allo scopo.
Non potendomi attaccare a nulla con nulla, usare soffitto e pavimento con dei puntelli rimovibili era l'unica soluzione e così fu, ma che rivestimento utilizzare?
Qualsiasi materiale avessi usato sarebbe stato comunque altamente infiammabile e questo mi ha obbligato a preparare un impianto elettrico volante a prova di bomba, altra cosa che ho fatto mentre cercavo il modo di sonorizzare.
Restava solo da capire quale tessuto utizzare e oltremodo reperirne pezzi sufficientemente grandi per coprire pareti e soffitto.
In ogni cosa documentarsi aiuta e così ho fatto, risposta? Seta a più strati, ma dove trovare pezze così grandi? La soluzione migliore è arrivata da sola quando......una notte mi sono alzato per recarmi in bagno e come consuetudine ho preso di testa lo stipite, dopo lo legnata mi sono ritrovato a scrivere e disegnare a go-go (stipite ispiratore...), l'immagine della saletta tappezzata di paracadute e voilà, il gioco era fatto.
Dell' Ikea le lampade utilizzate per l'illuminazione soffusa, mentre per gli effetti azzurri dietro il rivestimento ho optato per dei neon blu blindati da esterno, il risultato globale è apparso gradevole, la saletta era accogliente quanto il salotto di casa: esattamente l'effetto che desideravo ottenere.
Come ho spesso ripetuto nel corso della fiera: 
" Quest'anno ci siamo veramente lanciati!!!" e con tanto di paracadute ...

Per la prima volta al Top Audio, acustica  perfetta (solo sala 109) e "Gabbato lo Quark!"  Foto in alto Alex  e io a opera conclusa.
Dovendo alimentare ogni angolo della stanza, ho optato per un impianto elettrico a norme militari che ho costruito appositamente dopo un primo sopralluogo.
Ho visto spesso nel corso delle fiere scarsa attenzione per i collegamenti elettrici, penso che la sicurezza debba essere lo scopo primario di ogni operatore onde evitare stragi di massa, ciabatte e triple ammassate non esprimono professionalità.
Inoltre noi eravamo maggiormente esposti a rischio di incendio, proprio per la notevole quantità di tessuto altamente infiammabile che ho voluto usare per insonorizzare l'ambiente, tutte quelle elettroniche accese e la potenza impiegata avrebbero potuto far sfiammare facilmente una presa.
Abbiamo impiegato la gran parte del tempo disponibile per l'allestimento della sala, sistemandone l'acustica, mentre per montare l'impianto ci è bastata mezz'ora,ottimizzazioni a parte ovvio. Ero certo del risultato, anche perchè le elettroniche (pre, finali, convertitore e CONNESSIONI) erano miei. La macchina di lettura era quella dell'anno scorso, che ho avuto ed analizzato in sede, portata insieme alle Caldera dal titolare della Plasmapan, quindi a parte i nuovi diffisolri, molto più dolci ma definiti delle Avanti 3 dell'anno scorso, non ero per nulla preoccupato.
Ottimizzare non è stato semplice, specie il posizionamento, risultato essere molto critico. Abbiamo lavorato parecchio sull'inclinazione verticale dei diffusori, particolare che nelle Caldera è maggiormente risolutivo dell'angolo orizzontale, rispetto alle Avanti 3 dell'anno scorso..
Per tutto il resto della fiera l'unico impegno costante è rimasto il proseguimento del rodaggio e, nonostante mi sia messo veramente di impegno (a modo mio), ci sono voluti praticamente 3 lunghi giorni per riuscire finalmente a far risuonare la stecca più lunga del controsoffitto sito nella stanza adiacente, che utilizzavamo per dormire.

Ultimo giorno: rodaggio completato. Chi già si era soffermato i primi giorni e poi è tornato,ha constatato una magia decisamente migliorata e un'estensione agli estremi praticamente doppia.
Non ho avuto la possibilità di poter utilizzare la mia connessione digitale elettrica (gran peccato) per via del collegamento prioritario da meccanica e dax che funziona solo col plastic doppio a clock separato, i cavi di segnale che ho usato sono i No Walls V, mentre per i potenza i No Frost V.
Una ripassatina alle elettroniche: lettore cd Pioneer Modificato Audio Synthesis (appena sufficiente per questo impianto), convertitore Audio Synthesis Dax basic asl, preamplificatore Pre Audio Physic, finali di potenza digitali Mono Audio Physic e tutto il sistema di ricondizionamento dell'alimentazione Isol 8, con un Qube 2000 di potenza per i finali e un ricostruttore d'onda Powerstation 200 per le sorgenti, sostituito poi due giorni dopo per esporre il nuovo modello arrivato al volo in fiera.
A sinistra, Alex DeQuarto (mio stretto collaboratore e unico di cui mi fidi per l'ottimizzazione di un impianto) insieme all' Audiofilo dall'orecchio fino Paolo Ferroni che, come l'anno scorso, ho invitato quale osservatore/critico analitico.

Il  distributore della Audio Physic sin da subito, per via delle sue famose e dispersive public relation, si è reso irreperibile, cosa di poca rilevanza dato che comunque tutta la preparazione della sala, dallo studio all'acquisizione dei materiali e alla realizzazione (compreso equilibratura dell'impianto e suo rodaggio) sono opera esclusiva di Alex e mia.

Sotto: discuto con Paolo sui pregi e i difetti riscontrati nell'insieme,in modo da poter ottimizzare ulteriormente, tengo molto al suo parere in quanto è assiduo frequentatore di concerti dal vivo e ha dimostrato in ogni frangente una schietta neutralità che ha giovato molto al mio operato, aiutandomi costantemente a ottimizzare ogni cosa che faccio.
Credersi arrivati, come molti in questo campo, è sbagliato, ogni intento, se veramente volto al proseguimento di uno scopo, deve essere vissuto nell'umiltà e nella consapevolezza che tutto è migliorabile e che i rusultati di oggi saranno il punto di partenza di domani.

Le ulteriori immagini mostrano l'ingresso della saletta con il neon da richiamo posto all'uscio, per segnalare la presenza di un'ulteriore sala disponibile per il pubblico: molti visitatori non venivano fino in fondo al corridoio poichè prima di noi molti operavano a porte chiuse per via dei bassi generati dai subwoofer Ht, e si aveva l'impressione che oltre non vi fossero ulteriori salette dispondibili.

Fortunatamente rispetto all'anno scorso, non ci siamo dovuti preoccupare dell'acustica della stanza avendone costruito un'altra all'interno della stessa e grazie al fatto che la stanza "non suonava", valorizzare al meglio elettroniche e connessioni è stato facile, è bastato accenderle e farle suonare.
Sono venuti a trovarci anche molti progettisti,qui sono con Alex in compagnia di Davide Dacomo, amico comune e produttore di diffusori di HiEnd a cui è piaciuto parecchio l'impianto esposto.
In questi casi le orecchie non sono mai abbastanza per giudicare, e ogni parere, positivo o negativo sia, non può che aiutare a migliorare.
Chi non è stato attirato nella sala conferenze gestita da Pierre Bolduc?
L'anno scorso mi sono perso la sua presentazione, stavolta non ci avrei rinunciato per niente al mondo, lasciato Paolo alle prese con gli ascoltoni, mi sono dileguato pur di andarci con Alex.
Sobrio ed eloquente l'ho ammirato mentre descriveva quanto il vecchio analogico in realtà avesse proprietà non ancora raggiunte dal digitale (ma ora ci sono io indi preparatevi ad una bella sorpresa).
In mano, costantemente per tutta la presentazione, una vecchia bobina, palpabilmente reali ed analogiche, le vecchie pizze restitruivano microdinamica e dettagli infinitesimali.
Lìimpianto usato per la demo,totalmente Gryphon, nasale e parecchio irrreale come riproduzione,  prova che con le dovute disponibilità chiunque può mettersi in bella mostra e mitizzare qualsiasi cosa.


Di tutti i giornalisti che ci hanno visitato, gli unici a darmi concreta soddisfazione sono stati l'esimio Roberto Rocchi di Suono e Igor Zamberlan di Videohifi.com, tornati più volte per riascoltare un prodotto palesemente in continua evoluzione per via del rodaggio che continuava a migliorare il risultato a ogni ora trascorsa, piacevolmente colpiti entrambi ogni giorno di più (e chi non lo è stato!!!), l'ultimo giorno, a rodaggio completato, tutti  coloro che hanno potuto, sono tornati a risentirci, anche Rocchi che a questo punto si è presentato con lo staff di Suono al completo per un'audizione definitiva e maggiormente approfondita.

Sapevo che la sala era bensuonante, girovagando per la fiera non avevo ascoltato nulla di paragonabile e, seppure molti altri stands fossero qualitativamente molto validi,non avrei mai dato per scontato che sarei stato definito "il miglior suono della fiera", ero sicuro che l'idea dei paracadute avrebbe sortito grandi risultati, ma non sino a questo punto.
Quindi tutto bene tranne l'errata corrige. Voglio pensarla così e non come un premeditato boicottaggio quale è stato!!! Direttori di Suono, Audio Review  & C. dove siete???   Inviati con i vostri beneamati Trasparent: scoprire qualcosa decisamente superiore avrebbe dovuto spingervi a divulgarne l'esistenza, visto che questo è lo scopo per cui esistete, invece niente...  Avete volutamente omesso il MIO NOME negli articoli, sostituendolo con quello di Plasmapan, estraneo ai risultati ottenuti.
Nasce un'ovvia domanda che pongo a Voi Audiofili che leggete queste blasonate testate giornalistiche prendendole per buone: non vi pare strano che la prima volta in cui una stanza del Quark Hotel sia stata resa capace di suonare da quando esiste la fiera, non sia stata data notizia degna di considerazione? Ovviamente a parte Suono, seppure ne abbia conferito la paternità ad altri.
Resta comunque per me gran vanto in quanto dimostrazione tangibile e innegabile da parte di tutti i presenti al TOP delle Mie capacità e quelle del mio staff, quale professionalità e dedizione presente in ogni nostra opera.

Top Audio 2005 - Nuovamente dietro le quinte


Impressioni personali gentilmente concesse da Paolo Ferroni, Audiofilo invitato al Tav come osservatore/critico analitico

Frequentando Roberto, sapevo che il non aver potuto risolvere i problemi "della stanza" (che mascheravano in parte l'ottimo risultato ottenuto risolvendo quelli "dell'impianto"), era il suo cruccio, legato al ricordo del Top Audio 2004. Quando mi aveva annunciato la partecipazione all'edizione 2005, mi aveva detto che l'impianto sarebbe stato sostanzialmente lo stesso dell'anno precedente, ma con dei diffusori più grossi ed impegnativi: la condizione era di risolvere i problemi ambientali (aveva qualche idea ???!?!!) se no non se ne sarebbe fatto nulla.

Quindi entrando al Tav2005, immaginavo che avesse trovato una qualche soluzione, ma la realtà è stata comunque una vera sorpresa: la soluzione "paracadute" si è rivelata veramente radicale, nello svincolare dall'acustica ordinaria della stanza di albergo.

Penso che la prova migliore di quanto questa soluzione fosse efficace permettendo veramente di valorizzare l'impianto, l'abbiamo avuta quando sono venuti a trovarci un gruppo di giornalisti della rivista "Suono".

Dopo le foto ed  un po' di presentazione fatta da Roberto circa i componenti dell'impianto, gli ospiti come previsto hanno chiesto di ascoltare un brano di un loro cd di jazz.

L'imprevisto è successo dopo, mentre proseguiva la discussione sulla "filosofia" adottata da Roberto nello scegliere impianti al sopra di ogni sospetto per testare e migliorare sempre più le Sue connessioni, uno degli ospiti ha chiesto di ascoltare un brano a scelta di Roberto, testualmente "ci faccia sentire qualcosa come piace a lei" … ci avrei giurato, Roberto ha inserito nel cassetto il cd Telarc, che era allegato ad uno dei numeri di Audiophile Sound (forse settembre 2004), come cd test per i bassi, ed ha selezionato la traccia della Toccata in Re minore BWV 565.

Fin qui, potrebbe sembrare tutto abbastanza normale, però il volume a cui ha regolato il pre era assolutamente improponibile: io ero in piedi dietro il divano, ma appoggiandomi alla spalliera lo sentivo vibrare malgrado le 3 persone (affatto magre) sedute sopra.

Al termine del brano uno degli ospiti ha commentato: "Sembra di passeggiare tra le canne dell'organo".
Mi è venuto in mente di proporre un ulteriore ascolto: senza modificare il volume, ho inserito il cd Alpha dedicato all'organo Dom Bedois di Bordeaux e scelto il brano di Muffat.

La prospettiva era completamente diversa, malgrado il volume fosse analogo all'ascolto precedente, ci si sentiva nella navata della chiesa, certo molto vicini all'organo ma non più spettacolarmente (ma innaturalmente) tra le canne. I commenti sono quindi proseguiti sulla diversa filosofia di registrazione tra le due etichette.

Molto spesso si dice, o si sente dire che alle mostre non è possibile ascoltare bene, che è tanto se si riesce, con l'esperienza, ad immaginare come potrebbe andare un impianto, ecc… Certamente, in anni di frequentazione di mostre non mi era mai capitato uno stand in cui si potesse apprezzare le differenze filosofiche tra due registrazioni, fatte magistralmente.

Suppongo che sia in base a considerazioni analoghe alle mie su quest'episodio, che poi nel reportage pubblicato sulla rivista lo stand è stato giudicato: "il miglior suono della fiera".

Giudizio certamente molto lusinghiero, se si tiene conto che il "suono" di uno stand dipende certamente dalla qualità degli apparecchi esposti, ma anche ( e forse anche in misura maggiore) da tutti gli accorgimenti adottati nell'istallarli, cablarli e nella cura dell'ambiente posta dall'operatore.


                                                                                                                                                                           Paolo Ferroni
Il Top Audio 2005 visto da Shat

Seppure boicottato, escluso e criticato, bene o male, anche questo Top è stata l'ennesima bella esperienza, anche se con un giorno in meno a disposizione rispetto all'anno scorso. L'affluenza è stata discontinua e inferiore, ma palesemente di maggior qualità, ovvio che posso solo fare riferimento alla mia saletta, nuovamente un po' nascosta al primo piano in mezzo al video, scelta che stavolta ho fatto volutamente però, al piano terra non sarei riuscito ad avere un po' di silenzio intorno, cosa che non guasta quando hai un impianto che suona davvero, molti audiofili non sono venuti perchè snobbano il video e anche se ero ben visibile e descritto come audio 2 canali in ogni cartellone dei piani sottostanti, tanti visitatori non ci hanno visto, peccato..... 

Ho potuto vivere comunque questa ulteriore positiva esperienza concentrandomi sulla dedizione che ho verso gli audiofili, se avessi pensato anche solo un attimo di farlo per altri, avrei di certo smontato tutto dopo cinque minuti  per poi andarmene a casa.

Rimane dopo questo traguardo l'euforia e la passione che ho ricevuto da tutti coloro che nel corso della fiera sono venuti a complimentarsi valorizzando il nostro lavoro, da chi, tra un brano e l'altro, che riempiva la stanza di emozioni, mi chiedeva consigli e delucidazioni, dal riflesso di me stesso, negli anni passati, mentre entravo in una saletta come fosse un universo a sè, nella speranza di trovarci il sogno rincorso da una vita. Rimane dentro di me  l'essere riuscito a dare al mondo dell'alta fedeltà il mio modesto contributo, un retaggio che confido di rendere granitico nel tempo a venire e risolutivo per la creazione di una nuova veste del suono e della Musica, immagine di riferimento che mi auguro sia capace di riportare ordine dove fino a ora è esistito solo il caos e la soggettività e il ricordo di una stupenda esperienza vissuta nella sinergia di una passione, che nonostante i continui mutamenti caratteriali e di vita, ho potuto mantenere integra e speculare a come l'ho vissuta per la prima volta da bambino.
                                                                  
                                                                                            Shat
Aperte tutte le prese a muro per trovare l'unica disponibile a 16 Ampere, l'ho ricablata a dovere e mi ci sono collegato con l'impianto elettrico appendice in modo da avere la massima sicurezza possibile.
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