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  Come migliorare la qualità di un Cd...
   









Adoperando come punto di partenza l'articolo " Indietreggiare migliorando" , voglio descrivere quali accorgimenti si possano considerare validi per migliorare il suono di un Cd originale, visto che, come descritto ampiamente, la creazione degli stessi da parte delle case discografiche è tristemente carente di contenuti tecnici, considerazione che vale, sia per il contenuto che vi viene registrato (il metodo, più che la registrazione stessa) che per il supporto, lavorato in modo grezzo, senza alcun accorgimento atto a migliorarne funzionamento e resa.

Chi più chi meno nessuno si salva, anche le case discografiche maggiormente blasonate spesso ci propinano al prezzo del buono, prodotti scadenti o comunque limitati nelle prestazioni, quando basterebbe un minimo di cura in corso di produzione.

Un chiaro esempio lo abbiamo avuto da parte di alcuni dei sostenitori audiofili (Bolduc) che frequentano il nostro ambiente e che, stanchi di ravanare in mezzo a una miriade infinita di Cd malsuonanti, hanno deciso di produrli in proprio, selezionando i contenuti migliori in Cd aggiunti come semplice allegato alla propria rivista (Audiophyle Sound). Ma se riescono loro a dare un prodotto qualitativamente superiore (non perfetto comunque), perchè le case discografiche più importanti non ne sono capaci? Non è assurdo dover spostare l'acquisto dei Cd bensuonanti dal negozio all'edicola?

Partendo dal presupposto che possediate già un impianto di qualità sufficiente per una riproduzione ottimale dei Cd, andremo a considerare le opzioni disponibili atte a migliorarne ulteriormente l'ascolto.






Esistono davvero tanti accessori volti a migliorare l'ascolto dei Cd perciò bisogna saper cogliere tra questi quali davvero funzionano e quali invece sono inutili,  se non addirittura dannosi.

Per conto mio (dopo averli provati quasi tutti), quelli che svolgono egregiamente il loro compito sono pochi e sono (guardacaso) utili per eliminare difetti risolvibili direttamente all'origine del disco.

Un pensiero mi sorge spontaneo: visto che ci sono arrivati in molti a capire quali fossero questi difetti, è possibile che chi fabbrica per mestiere non li veda? O, ancora meglio, li senta? Trovo che la risposta più semplice sia che a loro non interessi, visto che il prodotto si vende, indifferente che sia scadente o meno.

La Manna dal Cielo

The Mat, della Bullet Technologies. E' un ottimo deterrente contro le vibrazioni esercitate sul e dal disco in fase di lettura. Il The Mat è un platorello in componente butilica impregnato in fibra di carbonio, antistatico, smorzante e oscurante delle riflessioni ottiche a bordo disco, la forma è ovviamente circolare, con un bordo che abbraccia il disco oscurandolo anche di lato. 

I risultati ottenuti con l'impiego del The Mat sono ottimi, la gamma bassa diventa granitica e la sua estensione maggiore, a ulteriore conferma del suo concreto funzionamento; in gamma media aumenta la pulizia e l'articolazione degli eventi, mentre sulle frequenze più alte è come aver dato un colpo di spugna che rende più naturale e reale il tutto, Il Sid (provato a confronto) pare invece equalizzare considerevolmente la medioalta in modo innaturale limitandone inoltre di molto la discesa delle ottave inferiori.

L'utilizzo del The Mat è possibile nella gran parte dei lettori Cd, escludendo quelli che hanno meccanica VRDS o la Pioneer rovesciata, chiaramente per un fattore puramente meccanico. Non ho riscontrato ulteriori controindicazioni, anzi ho iniziato a utilizzarlo anche in fase di registrazione, dato che il risultato viene concesso alla copia.

DisClear. Un potente elettromagnete calibrato per distendere lo strato metallico inciso dei Cd, dimostratosi alquanto efficace. Utilizzando il Disclear è consigliabile tenersi a distanza dagli oggetti sensibili ai campi elettromagnetici (carte di credito, tv, nastri magnetici e specialmente noi stessi), a tale scopo viene fornito di un cavo bello lungo con l'interruttore di attivazione che permette di rimanere a distanza utile in fase di funzionamento (un balcone è perfetto).

Il suono dopo l'uso del DisClear è ricco e pieno di armonici, l'assenza di strascichi sulle voci e l'ariosita della gamma più alta fanno da cornice al resto dello spettro che risulta maggiormente definito ed equilibrato nell'insieme, un prodotto davvero ottimo e a parer mio indispensabile.

Gli effetti sul cd del Disclear decadono dopo circa un'ora, ma a detta del produttore dopo molteplici usi sullo stesso supporto l'effetto diventa indelebile.

Sound Improver, della Audio Desk Systeme Glass Germania. Un oggetto davvero singolare, praticamente un piccolo tornio che, sbordando in modo particolare il Cd, elimina le riflessioni del laser che si generano sui bordi del disco.

Decisamente laboriosa la regolazione iniziale, ma risultato garantito: il suono è più nitido e corposo, la pulizia decisamente migliorata. La sensazione che ho percepito maggiormente è la mancanza di affaticamento durante l'ascolto, cosa non da poco, e, nonostante il The Mat dia parzialmente lo stesso risultato, gli effetti dei due prodotti non si annullano tra loro, anzi, l'oscuramento del bordo creato dal The Mat non interagisce minimamente con l'ulteriore lavorazione e verniciatura del bordo.

Le operazioni effettuate con il Sound Improver sono, come già detto, la fresatura parziale di una sezione del bordo inferiore del Cd (lato inciso per l'esattezza) e gli scarti di lavorazione vengono catturati dalla bocca alla quale bisogna applicare il tubo di un aspirapolvere. Dopo la fresatura si spolvera il bordo con un pennellino (fornito nella confezione) e si vernicia il bordo del disco con un pennarello nero indelebile (fornito anch'esso), a questo punto il trattamento è finito e definitivo.

Art du Son. Passando dai solidi ai liquidi, ho trovato, tra i vari miscugli dedicati alla pulizia e al miglioramento delle prestazioni dei Cd, quello che pare dia i risultati migliori. L'art du Son si presenta come un flaconcino da profumo sul quale va avvitato lo spruzzatore (presente nella confezione), applicarlo è facile, 3 spruzzate leggere sul Cd (sia sopra che sotto), lo si stende per bene con un dito, avendo l'accortezza di fare piccoli movimenti circolari dall'interno verso l'esterno, si lascia poi agire qualche secondo (fino a che non si vede apparire una sorta di sabbiolina), poi con un panno da lenti (fornito) si asciuga e lucida per bene.

Dopo il trattamente la superficie appare lucida e molto riflettente, mettendo in risalto lo strato metallico interno come se il Cd fosse di vetro (chiaramente l'operazione ha eliminato le microimpurità dal substrato).

Il risultato acustico è sorprendente, oltre al netto miglioramento in neutralità e dettaglio su tutto lo spettro, si nota un particolare che (proprio perchè parliamo di digitale) lascia molto perplessi: il volume di ascolto è aumentato!! La dinamica e la velocità dei transienti risultano ulteriormente nitidi e coerenti, davvero un gran bel prodotto; l'unica accortezza da usare è ricordare che l'Art du Son è fotosensibile, quindi per evitare che deperisca è da tenere al buio, problema che ho risolto mettendo il flacone dentro un sacchettino nero con laccetto (cosa che poteva essere fornita con il prodotto) e deve essere conservato a temperatura ambiente (18>23 gradi). 

Per chi se lo chiedesse, i risultati ottenuti con ognuno di questi accessori, non si annulla usandone contemporaneamente anche altri, anzi si sommano, quindi, usandone solo uno si avrà un solo risultato, unendoli tutti invece restituiranno la somma dei pregi dati da ognuno, con un risultato complessivo ottimo.

I risultati ottenuti con questi Accessori sono pari, se non superiori, a qualsiasi altro stratagemma utilizzabile per migliorare la qualità dell'ascolto, oltretutto è indifferente il formato, Cd, Sacd, Hdcd, Dvd video o audio, funzionano ugualmente su tutti, usati singolarmente o tutti insieme.

Ulteriori stratagemmi quali sottopunte, cavi, filtri di alimentazione, basi smorzanti, risuonatori, ecc...ecc..., se aggiunti saranno sicuramente di ulteriore aiuto.
Non potendo incrementare ulteriormente la qualità con ulteriori miracolosi stratagemmi, ci tocca nuovamente spostare l'attenzione verso l'impianto, dato che le cose descritte sono principalmente un modo per rendere il Cd qualitativamente valido per l'ascolto, come dovrebbe Già essere al momento dell'acquisto.

Da questo punto in poi è possibile estrapolare maggiori informazioni presenti sul Cd solamente migliorando la macchina di lettura e il trasferimento dei dati digitali se si usa un Dac D/A esterno.

Vi è un'ulteriore opzione, anche questa legata direttamente alla scarsa qualità dei Cd originali, ma è molto costosa e radicale.

Seppure ci siano case discografiche che pongono molta attenzione nel trasferimento dal Master principale ai Cd finali, è comunque presente una certa quantità di errore digitale (Jitter) che ne danneggia i contenuti, questo però non elimina i dati, li disperde solamente nell'errore lasciandoli nonostante tutto presenti.

L'operazione di cui parlo si riferisce al copiare il contenuto di un Cd correggendo, in corso di passaggio, gli errori di Jitter presenti: i dati, una volta riportati al loro posto, si rendono nuovamente visibili, la copia risulta molto più ricca e dettagliata in tutto, permettendo una migliore reiezione di immagine, conseguentemente di realtà.

Per riuscire in questo intento ho creato una barra di registrazione molto particolare, usando una macchina di lettura totalmente modificata (Wadia Wt 3200), l'ultima mia connnessione digitale e un Cdr da studio (Fostex CR 200) anch'esso totalmente modificato e a cui è stata aggiunta un'ulteriore scheda antiJitter interna.

Il costo complessivo dell'opera ha superato di poco i diecimila euro,connessione a parte, spesa ammortizzata abbondantemente dai risultati  ottenuti.