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Scegliere il primo impianto...
   









Descriveremo quali considerazioni bisogna fare prima di decidere come comporre un impianto per la prima volta.

Niente più del suono dell'impianto è soggettivo, ognuno ha un suo modo preferito di ascoltare e ciò che può piacere a uno, a un altro magari infastidisce addirittura.

Comprendere il proprio indirizzo in tal senso è fondamentale o si rischia di fare una spesa inutile, il fatto che un impianto stereo (indifferentemente da qualità e costo) sia un privilegio non è in discussione, e proprio perchè ci sono decisamente cose che hanno maggiori priorità, la spesa deve essere oculata per restare unica e non solamente un continuo spendere per migliorare.

Per chi apprezza il suono più morbido, consiglio i valvolari, chi quello analitico lo stato solido, per coloro che, come me, invece vogliono ascoltare solamente ciò che è presente nei supporti è un po' più complesso (e costoso).

Volendo accomunare tutte le tipologie di ascolto onde semplificare, ci basiamo sull'ultima tipologia di ascolto descritta, quella reale, concretamente più vicina alla realtà insomma.

Un impianto ben fatto ha come unico scopo quello di riprodurre fedelmente il suono, nessuna soggettività quindi, successivamente al completamento, si possono applicare alcune modifiche per adattare il risultato ottenuto al proprio gusto personale, se lo si desidera, ricordandosi però che così facendo andremo a storpiare la realtà.
Punto di partenza...

Un impianto si compone sempre iniziando dai suoi estremi: si può configurare dalla sorgente sino ai diffusori o dai diffusori sino alla sorgente.

E' molto importante saper bene da dove iniziare poichè questo vincola di molto le scelte dei componenti che seguono o precedono.

Io consiglio di iniziare sempre con il componente più importante e soggetto a difficili scelte per l'acquisto: i diffusori.

Questo perchè sono la parte più importante rispetto al risultato che si vuole ottenere, sia per potenza (in base ai volumi di ascolto), tipo di suono o genere ascoltato (se specifico o generico), tipo di finitura (compatibile con i mobili presenti nell'ambiente), ricostruzione della scena sonora (distribuirsi in tutte le direzioni è proporzionale all'ampiezza del punto di emissione), ultimo punto, spesso il più importante, è l'aspetto che deve corrispondere alle esigenze di più persone che convivono in tale ambiente, magari non tutte interessate ad avere in casa tali componenti.

I parametri più importanti da usare come riferimento iniziale sono:

- Ampiezza della ricostruzione dell'immagine; nella realtà  quando da un punto si genera un suono, sia esso emesso da uno strumento o da una voce, questo spazia in ogni direzione. Dovendo generare noi artificialmente questo punto, dobbiamo dedicare particolare attenzione al tipo, alla forma e alle dimensioni dei diffusori che intendiamo utilizzare, di base, più grande è, meglio ricostruirà l'immagine nello spazio, avendo maggior superficie di emissione.

-Tipo di diffusori. Ci sono tre tipologie di diffusori: dinamici, planari, ibridi.

I dinamici incorporano i classici altoparlanti in sospensione pneumatica a cupola per tutte le frequenze, sono i più facili da gestire data la limitata qualità, gli artefatti vengono mascherati in modo ottimale dalle limitate proprietà dei driver e risulta anche facile pilotarli senza amplificazioni particolari. Si possono trovare diffusori dinamici di ogni tipo e dimensione, più funzionali o estetici, potenti o raffinati, certamente il meno impegnativo e anche il più facile da far suonare.

Con il dinamico si può ascoltare qualsiasi genere ai volumi preferiti, non ha limiti se non quelli posti dalla tenuta in potenza.

I planari sono già di fascia medio-alta/alta e obbligano, oltre a un dispendio ben più grande di risorse per funzionare al meglio, di un ambiente più grande e un posizionamento maggiormente oculato.

Sono una vera manna per chi predilige l'ascolto non aggressivo: la stanza si riempie di armonici ed è come nuotarci dentro, perfetta la ricostruzione (sono decisamente grandi) e una grande capacità di restituire ogni dettaglio, unico limite la tenuta in potenza (sempre che non si vada sulle 3.6 o 20.1), spingerci troppo dentro è fattibile solo se li si pilota con un impianto più che adatto o si rischia di sfondare i pannelli in un attimo.

Diffidate di chi consiglia diversamente, il migliore e l'unico da considerare è Magneplanar.

Gli ibridi: il massimo in assoluto poiché racchiudono solamente i pregi di tutti gli altri sistemi elencati, la medioalta è di una definizione estrema (da Magneplanar) e la gamma bassa potente e ben equilibrata (da Dinamico).

Li consiglio solo se si ha a disposizione un budget elevato e si desidera il massimo assoluto.
I migliori in questo caso sono Infinity (solo vecchia serie IRS) Genesis e ESS.

Spazio disponibile: cercheremo un diffusore (da pavimento se possibile) che lasci più aria possibile ai lati, tra di esse e posteriormente, sono disponibili diffusori di buona fattura, ridotti in dimensioni laterali, che si evolvono in altezza e profondità (vedi le Avanti 3 Audio Physic), che sopportano anche potenze elevate mantenendo una buona qualità.

La pressione massima che vogliamo ottenere vincola ulteriormente la scelta, di buono c'è che salendo di potenza si limita molto il numero dei diffusori disponibili e anche il dover definire tipo e potenza dell'amplificazione da usare per il corretto pilotaggio.

Qualità: determina il costo di insieme per tale impegno, più elevata sarà la qualità desiderata, maggiore sarà il costo dei componenti (per logica, migliore qualità=componenti più pregiati).

Inserimento estetico nell'ambiente: essendo nella maggior parte in legno, l'inserimento dei diffusori in un ambiente ha bisogno di pochi accorgimenti oltre alla dimensione, che influirà parecchio in corrispondenza a quanto è ampio l'ambiente in cui vorremmo inserirli.

Le finiture dei legni sono infinite e abbinabili a qualsiasi arredamento, sia esso antico, classico o moderno, ricordate sempre e comunque che un diffusore costruito in legni nobli e non truciolato o compensato, risuonerà e conseguentemente suonerà cento volte meglio rispetto agli altri, se ben costruito.

Connessioni e amplificazioni: praticamente il cuore dell'impianto, lesinare in questo punto è un errore che quasi tutti fanno, non è che parlare tanto dei diffusiri sminuisca l'importanza del resto, spesso ho visto spendere cifre notevoli per i diffusori per poi lasciare gli spiccioli al resto....errore imperdonabile.

Usare un impianto scadente di pilotaggio su diffusori di elevata qualità è come mettere le gomme di una Ferrari su una 500, si demoliscono sia le gomme sia il resto della macchina, che oltretutto non va avanti.

La scelta di concentrarsi di più sui diffusori è fattibile solamente se, dopo un periodo limitato, anche il resto viene proporzionato per qualità e capacità di pilotaggio, altrimenti è meglio puntare su diffusori più economici, permettendo di acquistare anche il resto dell'impianto della stessa qualità, un risultato più equilibrato darà anche risultati migliori che uno zoccolo e una scarpa.

Escludendo le amplificazioni consumer (che sconsiglio sempre e comunque a chi vuole ascoltare per davvero) restano quelle di media/alta qualità (classe A-A/B) suonano in modo eccelso anche a volumi molto bassi per via dell'alta erogazione di corrente, cosa che le elettroniche economiche non sono in grado di fare se non a volumi elevati.

Essendo solo la corrente artefice di un suono ricco e corposo (a qualsiasi volume di ascolto) e non i watt/tensione, non bisogna lesinare solo perchè si è convinti che ascoltando a basso volume non ne occorra visto che in realtà è proprio quello il momento in  cui serve.

Il modo migliore di iniziare e' quello di sapere COME scegliere i vari componenti, un impianto e' composto da due o più sorgenti; una sorgente (Cd. Giradischi o....), preamplificatore più un amplificatore finale (o due finali mono), un amplificatore integrato, una coppia di diffusoi, connessioni e accessori di ogni genere. Seguiremo l'ordine in base al percorso del segnale: quindi dalla sorgente sino ai diffusori.

Chi ben inizia è già a metà dell'opera. Mai come in questo caso è più vero. Immaginando di avere tutti i componenti in fila davanti a noi nell'ordine in cui vanno collegati, abbiamo 2 opzioni, iniziare dal diffusore o dalla sorgente (come già detto), partendo dai diffusori, all'amplificazione (a ritroso), è ciò che maggiormente influirà sul risultato finale, un diffusore piccolo non implicherà lo sconvolgere l'ambiente dove viene inserito e avrà facile posizionamento per ottenere un buon fattore sia estetico che acustico, portando con sè pregi e difetti.

Ampiezza di immagine limitata se di ridotte dimensioni o vie, l'ascolto con tali diffusori e' consigliabile se l'ambiente di ascolto è di dimensioni ridotte e i volumi di ascolto relativamente bassi, oppure se il/la partner non accetta di buon grado l'invasione, nel proprio ambiente, da parte di diffusori di grandi dimensioni. Ci sono diffusori piccoli costruiti con legni stupendi che ben si sposano con ogni arredamento senza deturparne la vista d'insieme, addirittura portando un tocco di finezza in più e per questo ben accettati.

Il diffusore grande porta enormi soddisfazioni in quanto a pressione sonora e ampiezza d'immagine, ma e' molto più complesso da posizionare bene, risultando anche un vero e proprio pugno in faccia da guardare, nonostante possa essere rifinito meglio di qualsiasi mobile da salotto fatto a mano.

La  ricostruzione dell'immagine è proporzionata alla sua grandezza, ed è migliore anche la capacità di ricostruire l'intero spettro audio grazie a un numero maggiore di altoparlanti, di risultato si ha la percezione di avere di fronte un pieno orchestrale, ovvio, visto che siamo davanti a una parete che suona...

La scelta deve considerare il genere musicale ascoltato, fattore determinante per il tipo specifico di diffusore da impiegare, se ascoltiamo rock o comunque contenuti ad alta dinamica, il dinamico in cassa chiusa o reflex è il più indicato; per classica o new age si prestano bene planari e isodinamici, gli elettrostatici o i diffusori ibridi (medioalta planare/nastro e basso dinamico).

L'ascolto misto è più complesso, a volumi di ascolto normali l'ibrido è ideale, non cede se non si spinge col volume; salendo di pressione bisogna abbandonare qualsiasi tipo di nastro, pena la rottura,  o avere grandi risorse economiche per puntare sui megasistemi quali le Genesis One (punto di arrivo).

La fortuna aiuta  chi ascolta un preciso genere musicale, dandogli modo di scegliere diffusori ed elettroniche maggiormente mirate allo scopo, quindi più performanti sotto quel profilo.

Esempio pratico, due impianti agli antipodi:

- impianto 1: diffusori Audio Physic Avanti 3, cd Jadis jd3, pre C2 e finali mono M1020 Musical Technology il tutto connesso Shat.

- impianto 2: diffusori Magneplanar 3.6, pre C2 e finali mono M1020 Musical Technology,  meccanica Wadja 3200, convertitore Dac1 Musical Tecnology, il tutto connesso Shat.

Il primo impianto si presta all'ascolto rock, disco e new age, ha una dinamica elevata e predominanza sulle mediobasse, la gamma bassa è profonda e corposa, la spazialità dello stage non è eccessiva, ma il risultato è sconvolgente per impatto, velocità e coinvolgente per pressione sonora quanto un concerto dal vivo, versatile, permette l'ascolto anche di tutto il resto.

Con il secondo impianto invece ciò che abbiamo ascoltato prima è riproducibile, ma a livelli enormemente minori, pena lo sfondamento della membrana dei bassi che sarebbe sollecitata eccessivamente. L'ascolto ideale per questo impianto si sposta verso tutti i generi che abbisognano di dettaglio e microcontrasto ai massimi livelli: classica, lirica e musica da camera, senza colorazioni strane e con una grande presenza, volumi di ascolto reali e il piacere di una visione ricca di dettagli e un'ampiezza spettacolare.
  
Entrambi gli impianti descritti sono in grado di far suonare i generi opposti, ma mai come nello specifico, ascoltandoli ci rendiamo subito conto quanto siano diversi tra loro e che, utilizzarli nella  riproduzione di generi poco compatibili, sarebbe come fare del fuoristrada con una Ferrari! C'è chi se ne infischia e si limita a creare un impianto che suona in modo spettacolare, magari tenendo solo il volume più basso con musiche troppo dinamiche o che non patisce nell'avere meno qualità e presenza su un impianto ad alta dinamica, de gustibus...

Resta il gusto soggettivo! Ognuno di noi ha un modo diverso di apprezzare l'ascolto: chi più caldo, più definito, più dinamico, più brutale o dolce. I nostri gusti devono esserci chiari, essendo di vitale importanza per comporre o modificare un impianto al meglio. Personalmente penso che un impianto debba riprodurre esattamente la realtà senza soggettività alcuna.

Per ottenere questo risultato c'è solo un modo: farsi indirizzare da chi ha le capacità, il fai da te è decisamente sconsigliato a meno che non abbiate vagonate di denaro da buttare per non avere mai comunque un risultato accettabile.

Completando questo paragrafo, inserisco volutamente un appunto illuminante per chiunque, chi seguirà questo concetto avrà modo di arrivare a grandi risultati mentre a tutti gli altri posso solo dire..." AUGURI"

Le Connessioni sono l'impianto vero e proprio, le restanti parti, seppur importanti, non sono niente senza un trasferimento puro del segnale, quindi, ricordate che trascurarle equivale a buttar via il denaro che state investendo in questa impresa e che, maggior cura dedicherete, più facile sarà per voi far funzionare il tutto.

L'amplificazione può essere, come dicevo, integrata o composta da pre e finale separati.

Un amplificatore integrato, proprio perchè ingloba dentro di se sia pre che finale, elimina  il bisogno di una coppia di connessioni di segnale che in altro caso sarebbe indispensabile.

Occupa meno spazio, essendo un solo apparecchio anzichè 2 o addirittura 3, in caso si usino finali mono separati, mentre per il calore, se è di qualità, scalderà comunque come una stufa e avrà bisogno di sufficiente ventilazione intorno.

In base ai diffusori, si sceglie la potenza, per ogni 100 W (Rms) dichiarati in tenuta del diffusore, consiglio di  impiegare perlomeno l'equivalente in amplificazione, il massimo sarebbe usare Sempre almeno il doppio della potenza RMS che i diffusori hanno di targa, questo permette di sfruttare al massimo le proprietà dei diffusori senza incorrere nel clipping (limite dell'alimentazione dello stadio finale). I diffusori nascono già con un margine utile di tolleranza (circa il 20%) oltre la potenza dichiarata e comunque se si punta sulla qualità è praticamente impossibile danneggiarli, a meno che non si esageri per davvero con il volume andando altre la tenuta fisica degli altoparlanti.

Questo accorgimento consentirà inoltre all'amplificazione di operare al centro delle proprie prestazioni con un funzionamento lineare e duraturo nel tempo.

Il suono delle amplificazioni, esattamente come quello dei preamplificatori o delle sorgenti, è dolce e soffuso, se a valvole; invece a stato solido è più veloce, definito e dinamico. Nel caso a monte abbiate già optato per una macchina valvolare, sia essa il cd più convertitore o il preaplificatore, è consigliabile un'amplificazione totalmente a stato solido o ne uscirà un impastamento simile alla melassa; nel caso in cui desideriate un timbro caldo ma non avete sorgenti valvolari disponibili e i diffusori abbisognano di correnti elevate per funzionare al meglio, l'unica soluzione è un amplificatore integrato ibrido (stadio finale a stato solido, preamplificato a valvole), ne esistono molti oggigiorno e di varie tipologie, anche lì chiaramente, come in qualsiasi altro componente, è fondamentale ASCOLTARE e non basarsi su consigli, recensioni o dati di targa.

Ascolto: se siete smanettoni qualsiasi cosa va bene se bensuonante e generoso in corrente, diversamente se più inclini ad ascolti a basso volume, maggiormente edificanti in quanto a contenuto, le amplificazioni scelte devono essere esclusivamente in pura classe A, specifiche per tale scopo.

Le correnti elevate consentono anche a volumi molto bassi di ottenere la stessa presenza ottenibile a livelli molto più elevati, prestazioni impossibili con le amplificazioni consumer, che variano totalmente il suono man mano che si spinge sul volume.

Pre e finale: semplicemente stupendi, indifferentemente dalla qualità desiderata e dai diffusori impiegati, sono per eccellenza l'amplificazione migliore a cui si possa aspirare; pre valvolare e amplificazione a stato solido: il mio spassionato parere, così otterrete un timbro caldo e ricco di armonici amplificato da uno stadio finale radiografante e possente.

Pre a stato solido e amplificazione a valvole può essere una buona soluzione se vi piace il suono lungo e lascivo, ma sconsigliato alla grande a meno che non vogliate usare diffusori ad alta efficienza (pessiimi in linearità ma spesso graditi), per chi non sopporta altro che le valvole in un impianto.

Diversamente dalla prima accoppiata, questa è maggiormente soggetta ai limiti fisici dello stadio finale, le valvole sono molto parche in quanto a elargire corrente e a meno che non si mettano dei megafinali con una fila interminabile di valvole, la capacità di pilotaggio è molto limitata.

Tenete conto che l'amplificazione a valvole, ha un costo di gestione continua e periodica, ogni tot di tempo (definito da quanto spingete sul volume) le valvole decadono e lentamente smettono di erogare, capire quando accade è semplice: cominciano a soffiare rilasciando un rumore di fondo continuo e fastidioso.

Il problema sussiste anche nelle elettroniche di pilotaggio, seppure in entità molto minore, le valvole sono a rendimento fisso e costano molto meno di quelle di potenza, la loro durata è spesso superiore ai 10 anni.

Le macchine a valvole, rispetto a quelle a stato solido, danno una versatilità maggiore perchè l'utente può personalizzarle sostituendo le valvole con altre di pari tipo ma di marca diversa (ogni casa suona in modo diverso), magari più veloci o dinamiche (la cosa è fattibile solo se sulle macchine è presente il bias automatico, altrimenti diventa molto laborioso).

Scegliendo l'amplificazione, fate attenzione al valore di impedenza che hanno i diffusori che avete acquistato, poichè gli amplificatori di targa danno sempre la potenza riferita a 8 Ohm, se i diffusori sono uguali resta il principio dettato prima per definire la potenza, altrimenti se i diffusori sono da 4 Ohm o peggio ancora piu bassi, sappiate che la potenza richiesta mediamente raddoppia, ampli da 100Watt con casse da 4 Ohm = 200Watt che alla fine finiscono nel diffusore e scendeno di impedenza così come la richiesta in corrente aumenta.

Nelle specifiche dell'amplificazione devono esserci  i dati di uscita in base all'impedenza e che fanno capire pure SE tale amplificatore è in grado di lavorare così in basso, molti non possono farlo e appena gli si collega un carico troppo basso scoppiano.

L'impedenza altro non è che la resistenza che oppone un diffusore al segnale che arriva dall'amplificazione, quindi più è bassa e più l'amplificatore erogherà potenza avvicinandosi pericolosamente al proprio limite.






La sorgente

Cerchiamola tra tutte quelle disponibili nella fascia di prezzo che abbiamo stabilito, facendo attenzione a quella che maggiormente si avvicina al nostro gusto, ricordare SEMPRE che: migliore è il suono della sorgente, migliore sarà il segnale che il resto dell'impianto dovrà gestire, amplificare, riprodurre e noi ascoltare.

I lettori CD non suonano tutti allo stesso modo come molti pensano, la qualità nella lettura e il conseguente incremento delle informazioni estrapolate dal disco è introvabile sotto i 500 €. Una miriade di macchine e ognuna suona a modo suo, sconsiglio Marantz e Teac perché sono tra le peggior suonanti che abbia mai sentito, la medioalta è zeppa di sibilanti, la gamma bassa praticamente non esiste e la presenza è scadente, in fascia bassa la Rotel non va tanto male, mentre salendo di prezzo (tra i 1000 e i 1500 euro), si trovano lettori decisamente migliori.

E' molto importante non mischiare l'audio con il video scegliendo, per via della versatilità, un lettore Cd/Dvd, nonostante inglobi la doppia ottica per ottimizzare entrambi i formati, non ha nulla da spartire con macchine esclusivamente audio.

Avendo maggiori finanze a disposizione e di conseguenza maggiori opzioni di scelta, consiglio di utilizzare meccanica e convertitore separati al posto di un lettore CD integrato, ma solo se potete spendere altrettanto nella connessione digitale elettrica occorrente, unica artefice del massimo rendimento.

Questo consente un equilibrio maggiore e successivi up-grade, non possibili con macchine integrate.

I collegamenti tra meccanica e dac sono diversi sia per tipo che suono, l'uso di uno rispetto a un altro cambia radicalmente timbro, dinamica, ariosità e reiezione di immagine, l'ottico è glaciale e radiografante, il bilanciato peggio ancora, quello che consiglio sempre è la connessione digitale elettrica, come ho ripetuto più volte, l'unica da considerare, se si può spendere, e veramente risolutiva.

L'ottico è il collegamento più economico, non va male ma taglia via un'infinità di informazioni e qualità, da usare in caso di scelta con un elettrico scadente o economico.

La conversione esterna permette inoltre di poter decidere, indifferentemente dalla meccanica di lettura (quindi mantenendo la definizione di partenza), l'impiego di una conversione più calda (a valvole, se non è presente anche il pre dello stesso tipo) o di una maggiormente dinamica e radiografante (a stato solido) con relativi benefici.

Seppure io abbia trascurato molto il vinile come sorgente nelle cose che ho detto, non posso che concordare con  chi al posto del digitale in Cd sposterà su di esso la propria attenzione, fermorestando che tale sistema di lettura sia ottimizzato comunque al meglio in tutto.

Conclusioni

Ho voluto trattare separatamente da questo capitolo i restanti componenti, mobile, accessori di alimentazione, smorzamento, disaccoppiamento, non perchè li reputi di scarso importanza, anzi, l'impiego di tali componenti passivi, migliora di molto il rendimento complessivo e proprio per questo ritengo siano meritevoli di un capitolo a se.

Nella scelta dei componenti non ho precisato che ogni parte aggiunta deve far andare al meglio quella seguente (mi sembrava fin troppo ovvio).  Ho sottointeso che l'ascolto e la scelta di tali elettroniche fosse in cascata, come descritto, partendo dai diffusori, le amplificazioni che verranno provate dovranno essere specifiche per il tipo di diffusore scelto e così via fino alla sorgente, mano mano che si compone l'intero impianto ogni parte confermerà se si sposa bene con il componente precedente.

Man mano che proseguirete potrete scegliere sempre meno i componenti in quanto la resa è più importante del fatto che la macchina ideale possa esteticamente piacere o meno, tenetene conto prima di iniziare o potreste pentirvene.

Mi auguro che questa pagina abbia dato sufficienti informazioni per un fai da te alle prime armi, anche se consiglio sempre in questi casi di affidarvi a chi lo fa per lavoro e passione invece che al caso delle proprie idee.                Buon ascolto.                                                                                                                                              Shat