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  HiEnd, definizione di cosa lo è e in che misura









Benvenuti
Ho volutamente inserito questo capitolo in tecnica tra il  secondo e il terzo livello in quanto non è possibile, oltre che inutile, passare al terzo se prima non si è compreso al meglio cosa deve o non deve fare un impianto di riproduzione artificiale per risultare maggiormente speculare alla realtà.

A scanso di equivoci, tengo a precisare che tutto ciò che segue non è altro che il giusto percorso da seguire per ottenere un impianto in grado di riprodurre fedelmente la realtà dei suoni incisi sui Cd e qualsiasi riferimento a persone o cose è puramente casuale. Altrettanto tengo a precisare che non disprezzo gli audiofili valvolosi, reflexsosi e trombettosi poiché rispetto i gusti e le preferenze di ognuno (oltretutto anche a me, ogni tanto, piace l'ascolto personalizzato), tengo quindi a puntualizzarlo per chi si definisce audiofilo tanto per fare, che esserlo per davvero non vuol dire aver un impianto esteticamente figo che alla fine non fa che generare cose inesistenti in realtà, bensì cercare, con il tempo e l'impegno, di crearne uno in grado di restituire la realtà delle emozioni, indifferentemente da perchè o come.

Che cosa non può essere definito HiEnd e perché? Ben disposto a effettuare qualsiasi prova/confronto con chiunque (a sue spese ovviamente) in territorio neutrale e con giudici esclusivamente frequentatori di concerti classici live non amplificati, descrivio nel dettaglio la classifica per pregio/difetto dei vari sistemi, audiofili compresi, descrivendone le peculiarità .



Componenti audio "non"  HiEnd ma HiFi

Altoparlanti gamma alta - tweeter - dinamici

Questi trasduttori, nonostante vendano, sono i più diffusi nella costruzione di diffusori denominati HiEnd, ma sono di pessima qualità e resa sonora.

Nonostante si possano trovare bensuonanti diffusori interamente dinamici, presenti o passati, non possiamo definire questi driver all'altezza di una ricostruzione reale della medioalta, castrata e decisamente impastata.

Le limitazioni elettriche e meccaniche di questi altoparlanti, riducono di molto la risposta in frequenza e velocità, le frequenze emesse non sono nitide e intelligibili, spesso per colpa di un filtraggio errato risultante deleterio.

Nonostante siano stati fatti passi enormi nella produzione dei driver dinamici, continuiamo a soffrire di sibilanti, adenoidi aggiunte e scarsa dinamica,vizi inesistenti nei driver a nastro, che prediligo proprio per questo.

I vari progettisti, per continuare a spacciare un driver obsoleto quale riferimento, hanno avuto (dal periodo nel quale l'argento è entrato in voga) l'infelice idea di cablare medioalte dinamiche con l'argento, senza sapere bene, a quanto pare, cosa stessero facendo pur di rendere i tweeter dinamici più simili ai nastri, ma essendo questi impossibilitati a raggiungere vette così elevate, non hanno fatto altro che aggiungere distorsioni al posto del nulla, spostando avanti l'immagine, obbligando a creare celle di compensazione a go-go o membrane in metallo, aprendo i driver dinamici, incapaci di tali prestazioni, verso le frequenze altissime, ottenendo solamente sibilanti da primato e acuti paragonabili soltanto alle sirene degli antifurti per dolcezza e timbro.

Altoparlanti gamma media - mid range - dinamici

Per i medi dinamici il discorso è analogo, seppur scendendo di frequenza, cosa che enfatizza in modo minore la scarsa qualità e i difetti maggiori quali lentezza,diffusa nasalità e ovattatura su tutte le frequenze emesse, che ovviamente non sono presenti nella realtà. non possono collocarsi sul podio degli eletti confrontandosi con i driver a nastro, diffusori di qualità pregevole adottano ancora i medi dinamici che non vanno male, ma da lì a essere eccelsi molto ci passa.
L'impiego dell'argento in questo caso ha migliorato un poco la pulizia, visto che non è stato cambiato il range di frequenze da riprodurre, a discapito di una più difficile ricostruzione dei piani, per via della velocità data dai conduttori decisamente più elevata di quella con cui i driver possono fisicamente esprimersi.

Altoparlanti gamma medioalta caricati a tromba

Parzialmente si legano ai dinamici classici per difetto, in più peccano nel guadagno generato dalla tromba che, oltre ad aumentare in modo esponenziale il guadagno dell'emissione in modo non lineare, quindi solamente in parti dello spettro e non in modo omogeneo, crea un fastidioso picco sulla risposta, non più lineare e controllata, la velocità è pessima e proporzionata alla massa d'aria che deve essere sollecitata, praticamente i transienti stanno in fila aspettando di uscire e l'aria è satura di nasi.

Altoparlanti gamma bassa caricati a tromba - push pull - reflex - woofer dinamici

Usando di riferimento driver in grado di avere una velocità di risposta pari alla corda di un violino, concorderete che, un diffusore, essendo composto da più driver (ognuno preposto a un certo range di frequenze), deve avere tutti i driver egualmente veloci affinchè possano operare sinergicamente.

Gli altoparlanti impiegati per caricare i sistemi a tromba sono mediamente di grosso diametro: una grande membrana però ha bisogno di maggiore controllo rispetto a una più piccola, quindi, visto che meccanicamente è impossibile compensarla, resta solo il fattore elettrico opinabile ma escluso dato che su questi sistemi ad alta efficienza non vengono mai collegate amplificazioni in corrente dotate di alto fattore di smorzamento, unica cosa che potrebbe seppure in parte risolvere il problema.

Il basso è lungo e privo di smorzamento, contrariamente ai sistemi dove i bassi lavorano in cassa chiusa, quelli caricati utilizzano i driver esclusivamente per comprimere l'aria che funge da amplificatore esponenziale. ottimi per il Tagadà ma pessimi di certo per un ascolto in qualità, un esempio?  Le Klipsc (vorrei dire che sono dei cessi ma mi astengo) spaventosamente malsuonanti  su cui sbavano molti che si definiscono audiofili e chiaramente sordi.

Le Klipsch utilizzano woofer da 38" o 42" caricati per equilibrare il basso alla medioalta a tromba, che essendo lenta risulterebbe arretrata rispetto al basso, con il ritardo della compressione la Klipsch ha preso due piccioni con una fava: ha rallentato il basso per equilibrarlo alla medioalta,  aumentandone anche l'efficienza, che in altro caso sarebbe stata troppo bassa come la frequenza di risonanza. Di fatto è un diffusore lento, nasale, zeppo di artefatti e totalmente privo di controllo, questo non esclude che comunque possa piacere, come dico sempre...l'importante è che non debba ascoltarle io...

Leggermente diverse le Zingali - GBL di nuova generazione - che usano sempre un driver caricato a tromba per la medioalta (una bellissima tromba in legno nobile) preferendo caricare il basso in reflex. La medioalta è analoga a tutte le trombe, nasale e zeppa di artefatti, mentre il basso, molto simile a quello delle Klipsc, spantega ovunque tranne dove dovrebbe essere, oltre a enfatizzarsi maggiormente intorno ai 100 Hz, la velocità dei transienti è nella media della sua tipologia, quindi totalmente irreale e statica.

Diversamente al caricamento a tromba, quello in reflex serve dove il basso non ha sufficiente litratura di cassa per scendere di frequenza, compensandola, facendo risuonare l'aria presente negli accordi come fosse un pistone.
Tecnicamente funziona anche se le turbolenze che si vanno a creare sono più deleterie che positive, il basso acquista una coda difficilmente controllabile e, come per le trombe, l'ambiente, se non assorbente a sufficienza, completa l'opera di demolizione, esempio perfetto sono le B&W 801, altri diffusori spaventosi mitizzati all'inverosimile.

Altoparlanti gamma bassa/media/alta/altissima planari elettrostatici

Completamente al di fuori della realtà del suono e innaturali, il basso poi è pessimo, spesso addirittura inesistente e la medioalta trapanante come un fischietto per cani, decisamente non HiEnd ma HiFi, Quad comprese, prima che qualcuno ne parli, le mie le ho praticamente regalate.









Sorgenti ed elettroniche di pilotaggio

Non rientrano nella fascia HiEnd tutti quei componenti che equalizzano, limitano, tagliano, invertono, sporcano in uscita ciò che c'è al loro ingresso e qui ci sarebbe da discuterne per un secolo, se si volesse, noi invece semplifichiamo in questo modo:

"un componente audio di qualità deve operare sul segnale senza variarlo in nessun modo, se non per l'azione a lui preposta, tutto ciò che esula da questo è da classificare come consumer o Hi-Fi".

Non è possibile avere componenti di alto livello nella produzione consumer, perchè li porterebbero fuori prezzo e l'uso di sistemi reflex o a tromba nei diffusori è accettabile solo a fronte di una spesa non eccessiva, in altro modo sarebbe impossibile avere una risposta sufficientemente profonda nelle frequenze più gravi, la cosa inconcepibile è che vengano adottati su sistemi di alto rango, perlomeno di costo.
Nelle elettroniche vige lo stesso principio e lo stesso assurdo risultato.

Tutto ciò che ne segue è puramente accademico, isterismi di massa, interfacciamenti volti a compensare le deficienze di una macchina con quelle dell'altra che segue, l'orgoglio degli audiofili feriti da queste affermazioni, che magari hanno speso cifre folli per macchine dal suono fetido, le ridicole recensioni di giornalisti che hanno battezzato favolose nelle prove sia le radiosveglie che le elettroniche costose, eliminando il motivo del perché una costa dieci euro e l'altra centomila e di tutti i polli che leggono tali articoli prendendoli per oro colato...tutto questo non è che quanto di peggio è stato creato nel mondo dell'audio e che dovrebbe sparire per lasciare posto alla Musica vera.

Questo isterismo di massa non è altro che il mercato che tutti noi abbiamo contribuito a creare, un modo per consentire a chi in realtà non cerca la qualità assoluta, di poter mettere solo grande confusione, o discutere dell'argomento in politichese, cioè…. parlare senza dire o arrivare a nulla di concreto solo per dare aria a voci senza senso volendosi dimostrare più dotti di altri asini.

In conseguenza a quanto descritto facciamo alcune considerazioni, basandoci sulla concretezza dei fatti volti a motivare la creazione di un impianto audio.

Nella realtà l'emissione puntiforme non esiste, per questo tutti i driver di limitata apertura e/o emissione  sono catalogabili per uso consumer o Hi-Fi.

Nella realtà la dinamica del suono è devastante e immediata, indifferentemente dai db presenti in aria, per questo tutti i componenti non sufficientemente veloci o dinamici sono catalogabili per uso consumer o Hi-Fi.

Nella realtà le sibilanti, l'enfasi valvolare di bassi, medi o alti ed i bassi lunghi e scomposti non esistono, per questi motivi tutti i componenti che generano tali effetti sono catalogabili per uso consumer o Hi-Fi.

Nella realtà non si sono mai sentiti acuti continui e prolungati su ogni suono, negli impianti HiEnd appaiono solo quando presenti, al punto che, nel periodo di inizio ascolto ad alta qualità, si aspetta con ansia il suono di un triangolo per capire se la medioalta è ancora funzionante.

Un impianto HiEnd deve poter suonare in modo eccelso a qualsiasi volume di ascolto, senza variare in alcun modo nessuno dei parametri legati al segnale in ingresso.

Un Vero impianto HiEnd restituisce la Vita del Suono e tutte le emozioni in esso contenute, tale impianto deve sparire durante l'ascolto per lasciare posto all' immagine concreta e inalterabile di chi canta o suona.







Classificazione degli audiofili

1. Ascoltatore assiduo di bassa qualità

Apprezza le melodie o i testi senza soffermarsi sui particolari, le giornate scorrono come accompagnate da una colonna sonora, ascoltandola da qualsiasi sorgente disponibile, sia essa una radiosveglia, un mp3, un Ipod o un'autoradio, mediamente non ha nè la voglia nè l'interesse di approfondire maggiormente l'argomento, il che può dipendere dalla mancanza di possibilità economiche occorrenti per un miglioramento o dal disinteresse vero e proprio.

2. Ascoltatore assiduo Audiomassaggiante

Adora immergersi nella musica ad alto volume, apprezzando più dei contenuti artistici, le sollecitazioni date dal bombardamento del suono a volumi improponibili, meglio definibile come appassionato di Hi-Fi car. La fascia di età è dai 15 ai 20 anni di solito, dopodichè si inizia a capire che non è il volume a dare sensazioni bensì la qualità e la dinamica restituita, anche se a basso volume.

3. Ascoltatore di alta qualità consumer

Ha già passato i 20 da un bel po' o se più giovane, ha avuto la fortuna di avere un amico che gli ha sturato le orecchie facendogli comprendere cos'è il vero ascolto della Musica.
Alle prese con il primo impianto, ha investito tutti i risparmi cercando di creare un qualcosa che riesca, nel limite delle sue capacità, a trasmettere emozioni.
Questa tipologia di ascoltatore è anche la più diffusa, calcolando quanto è difficile sotto i 30 avere cifre sufficientemente elevate per creare un buon impianto, l'età combacia con matrimonio, casa nuova, a volte figli e chi più ne ha più ne metta.
Restando bloccato in un circolo vizioso, questo audiofilo si diletta idealizzando cosa farebbe avendo le possibilità e si prepara all'evento con il continuo sfogliare di riviste del settore, facendo lunghe chiacchierate nelle chat, girovagando per negozi, spulciando nell'usato, cercando come un matto quel cd introvabile che pare inciso in modo da far suonare il suo impiantino come fosse l'organo a mantici di una chiesa e dedicando ogni istante disponibile all'ascolto, rimanendo inebetito e assorto davanti ai diffusori, mentre il/la consorte sbraita perché si sente trascurato/a e tradito/a da uno stereo.
Questo ascoltatore ha la passione che lo divora come fosse un bimbo con le voglie di un adulto ed è anche quello che una volta acquisite le possibilità è ben disposto a spendere qualsiasi cifra, diventando audiofilo a tutti gli effetti.

4. Ascoltatore di media qualità usata Hi-Fi

Alle porte degli anta…. E'  l'ascoltone più comune, assiduo compratore e conoscitore dell'usato di medioalta qualità.  Per questo tipo di ascoltatore, il vero godimento sta nel cambiare assiduamente ogni componente presente nella catena audio, sia esso elettronica, diffusore o accessorio, per arrivare al punto di ottenere un equilibrio perfetto in base al proprio gusto. Sfortunatamente questo lo porta verso una sorta di dipendenza da permuta, diminuendo a poco a poco i tempi di vero ascolto per dedicarli interamente alla ricerca di nuovi componenti. Non si può definire propriamente audiofilo in quanto tutto ciò che fa è puramente intuitivo e senza grande interesse verso la Musica vera e propria, la discografia media è limitata ai soliti 20 cd test imparati a memoria che girano costantemente su componenti differenti.
La cosa che da maggior sgomento, la si comprende dopo parecchi anni di questo monta e smonta, facendo un bel giorno la somma dei soldi spesi in tutto questo viavai, di solito l'impianto finale è costato circa 10 volte il suo valore e il suono è solitamente peggiore del primo impianto composto anni prima.

5. Ascoltatore di alta qualità usata Hi-Fi

Sempre prima degli anta… ha capito che per apprezzare veramente la musica e il proprio impianto, la soluzione migliore é quella di delegare la creazione del primo impianto di vero ascolto a un operatore capace.
È colui che preferisco in assoluto perché rappresente chi, alla fine, ascolta davvero nel modo più proficuo, lasciando le rogne del come e perché mettere una macchina rispetto a un'altra, a chi lo fa per lavoro, godendosi solo i risultati.
La scelta di comporre poi l'impianto con componenti non nuovi gli ha permesso di arrivare a livelli di qualità  altrimenti irraggiungibili col pari importo sul nuovo.
Oltre coloro che possono permettersi da subito un impianto bensuonante, questi ascoltatori sono in assoluto gli audiofili più coerenti, grandi conoscitori di opere classiche e assidui frequentatori di live.
Hanno sfogliato le riviste solo poche volte per vedere cosa offra il mercato e non si sono mai sognati di dare credito ad articoli palesemente pagati o comunque veicolati per interessi occulti. Non permettono a nessuno di sindacare su cosa le proprie orecchie sappiano giudicare al meglio e, se veramente grandi audiofili, non considerano neppur lontanamente l'idea di inserire il proprio gusto personale nell'impianto, pretendendo che sia, come ovvio, il più speculare possibile alla realtà, considerando ovviamente il budget disponibile a tale scopo nel rapporto qualità/prezzo.

6. Ascoltatore di media qualità HiEnd

Assiduo frequentatore di esecuzioni live di ogni genere, il suo impianto non è mai all'altezza per tanto che sia, specialmente perché manca (all'ascoltatore e non all'impianto) l'umiltà di comprendere che creare un impianto che riporti pari-pari ciò che ascolta fuori  è cosa da specialisti e non da fai da te, per tanto ferrati e colti questi siano.
Ha a disposizione una nutrita schiera di supporti di ogni tipo e casa discografica, il suo ascolto è volto maggiormente a cogliere le differenze tra un esecutore e l'altro o tra un'incisione e l'altra; dotato di orecchio molto allenato, non è certo la capacità di saper ascoltare bene che gli manca, ma è troppo orgoglioso o tirchio per accettare il fatto di non poter avere ciò che più desidera senza doversi affidare a qualcuno di cui ovviamente dovrebbe ammettere e accettare maggior capacità ed esperienza di se stesso.

7. Ascoltatore di alta qualità HiEnd

Siamo di fronte all'audiofilo per antonomasia, il cui unico scopo è gioire il pieno orchestrale, sia che si trovi a un concerto o semplicemente nel proprio ambiente. Non bada a spese (nei limiti posti dalle sue possibilità chiaramente) per ottenere il risultato voluto ed è uno dei pochi disposto a imparare con umiltà, senza pavoneggiarsi in alcun modo con fare saputo, e non come fanno molti arroganti che si definiscono audiofili, che quando entrano in un negozio fanno mille domande assurde, per far credere di saperne di più di chi sta dietro al bancone, senza poi comprare mai nulla.
L'impianto dell'audiofilo vero non ha colorazioni o fronzoli acustici di nessun tipo e l'ambiente dove è collocato ha un'acustica molto curata.
Il credo di questo Audiofilo è ascoltare bene sempre, solo e comunque, oppure niente!
Non sopporta i locali pubblici dove la musica viene storpiata e distorta e detesta formalmente qualsiasi formato che non sia il puro audio a 2 canali. Il suono di un cubo gli crea nausea e sfoghi epidermici, ma non per spocchia: gli è praticamente impossibile a questo punto sopportare fisicamente la distorsione di ogni tipo o la riproduzione fittizia.
Antifurti, stridii di posate sui piatti o di gesso sulla lavagna, sono per lui come la criptonite per superman, ma a parte questo può vantarsi di aver trovato un equilibrio perfetto nel poter vivere la Musica al massimo in ogni momento disponibile, di imparare giorno dopo giorno grazie alla specularità della riproduzione artificiale, di scoprire nel mondo intorno a se dei suoni che prima erano sepolti e impercettibili.
Ci sono solo due modi per diventare veri audiofili HiEnd, il primo è lungo quanto un viaggio di diecimila miglia nel deserto, passando attraverso anni e anni di patimenti indicibili per capire come e perché è quasi impossibile comporre un impianto simile; il secondo è più semplice e risolutivo, seppur privilegio di pochi, interpellare chi sappia  creare e installare a regola d'arte il sopracitato impianto dei sogni, definitivo e perfetto.

8. Ascoltatore autocostruttore in bolletta

Classico fai da te privo di risorse che cerca, autocostruendosi autonomamente i componenti audio, di crearsi un impianto stereo non avendo disponibilità alcuna per acquistarlo. Mediamente carpisce e ruba idee e metodi altrui ovunque gli capiti, sfrutta indiscriminatamente le risorse e le conoscenze di tutti pur di arrivare al proprio scopo, oltretutto facendolo senza alcun riferimento , quindi... i risultati sono sempre pessimi, ma guai a dirglielo o si indigna e parte a offendere e criticare, le sue cose sono le megliosuonanti e resteranno tali anche se messe a confronto con altre, cosa che oltretutto non accetterà Mai di fare per evitare di doversi ricredere sulle proprie capacità. Di certo è il peggiore musicofilo esistente, audiofilo sarebbe definizione troppo grande, ma si sa che in ogni settore c'è il buono e il cattivo.

9, Ascoltatore autocostruttore intelligente e rispettoso

La base di questo mondo audio, tutti i migliori produttori hanno seguito questo percorso rincorrendo una perfezione non esistente. Mediamente ha riferimenti di tutto rispetto, per avere sempre paragonI su cui testare le proprie creazioni; ha rispetto del lavoro altrui e se ha bisogno di qualcosa, materiali o consulenze", Li Paga". Spesso crea vere e propie sinergie con altri costruttori capaci, e infine i risultati sono sempre concreti e di notevole spessore. E' l'audiofilo che maggiormente rispetto ovviamente, essendo io uno di questi, seppure ci sia purtroppo quasi sempre chi lo fa più per commercio che per diletto, sottraendo spiritualità al suono.



Per sdrammatizzare un po' tutto questo, che può sembrare ghettizzante, ma che in realtà è scritto con il sorriso sulle labbra e senza voler sminuire nessuno, specifico, a mia discolpa, che con questo capitolo molto particolare ho voluto semplicemente esprimere il Mio personale modo di vedere e ascoltare la Musica con l'unico scopo comune a tutti, non importa come o con che cosa si possa ascoltare se il risultato è positivo per tutti. C'è chi ascolta senza percepire microdinamica o particolari infinitesimali e nonostante questo ha un animo talmente profondo e un'emotività così grande da riuscire a cogliere le emozioni di chi suona, magari attraverso la melodia o dai testi, ma non è importante, e chi invece senza le sfumature non è in grado di percepire nulla. Per ognuno è diverso, la vera soggettività in fondo non è il voler un suono melassoso stravalvolato o eccessivamente analitico, bensì creare un oggetto in grado di accordarsi perfettamente con il nostro sistema nervoso centrale, per scatenare a ogni nota reazioni pastellate e ricche.

Non sono in molti a essere in grado di imporsi un ascolto veramente reale, l'assenza di ascolto dal vivo impedisce di poter vivere la Musica in modo concreto e per molti audiofili l'unica vera Musica è quella che hanno sempre sentito dai loro impianti e a questo punto si ribalterebbe la realtà obbligando quasi i musicisti a suonare come un impianto valvolare e non il contrario!!

Per poter passare dal secondo al terzo livello si è vincolati a un ascolto totalmente neutro, possibile solo in presenza di un impianto composto da elettroniche perfettamente interfacciate ed equilibrate tra loro. Per l'allineamento temporale e il settaggio dei piani di ascolto è indispensabile impiegare conduttori di diversi materiali nobili, che in altri casi risulterebbero deleteri e distruttivi per i trasduttori eccessivamente sensibili e selettivi per frequenza e risonanza.

Questa non è una manovra per escludere parte degli ascoltatori da una fascia di impianti per dedicarla ad altri, bensì la nuda e cruda realtà basata su regole precise e inderogabili.
Le caratteristiche relative a un impianto ad alta risoluzione non sono applicabili in presenza anche solo di una minima variazione nel segnale in ingresso.

Desidero concludere dicendo che ho creato l'ultima serie Crystal proprio per consentire a chi predilige i sistemi enfatizzanti (trombe, monovia full-range, coassiali o dinamici equalizzati) di eliminare, grazie a connessioni particolari, gran parte dei difetti legati a tali sistemi (specialmente la nasalità e le equalizzazioni parassite), permettendo così a molti dei sistemi, prima esclusi dall'HiEnd, di potersi confrontare tranquillamente con gli irraggiungibili ibridi per qualità e prestazioni.

E Lei ,che ora sta leggendo, che ascoltatore è? Di 1°, 2° o 3° livello?
Fino a che punto sarebbe disposto ad adeguarsi Lei all'impianto e non il contrario, per ottenere il massimo risultato? 









Componenti audio "progettualmente"  HiEnd

Altoparlanti gamma alta/altissima - tweeter a nastro

Trasduttori dotati  di una velocità meccanica sconosciuta ai dinamici, ottimi per la riproduzione del microcontrasto e delle seconde armoniche infinitesimali, troppo complesse e di insufficiente entità elettrica per essere spesso riprodotte da altoparlanti dotati di gruppi magneto/meccanici molto più pesanti, la riproduzione dei nastri è per antonomasia correlata ai diffusori attualmente denominati ed effettivamente migliori, la capacità di donare una voce vera e immediata dei suoni li colloca al vertice delle migliori costruzioni in fatto di diffusori planari e ibridi, nessun appunto negativo si può porre al riguardo se non una congenita fragilità data dalla sensibilità alla distorsione e alle correnti eccessive, capaci di romperli in men che non si dica.
Per nulla trascurabile inoltre l'essere praticamente degli omni, cosa che può sembrare di un'importanza relativa ma suonando a dipolo e in modo uguale sia frontalmente che posteriormente, la gran parte delle riflessioni e somme differenti è drasticamente ridotta quasi a zero, cosa che un dinamico si scorda.

Altoparlanti gamma media/alta/altissima -driver di Heil

Altoparlanti come questo devono avere per forza una classificazione a se, un gioiello della tecnica davvero pregevole, seppure difficile da gestire e controllare, meccanicamente è un trasformatore nel cui campo è immersa una membrana capace di prestazioni pazzesche, l'efficienza elevatissima e la tenuta in potenza ne fanno fregio nella costruzione di molte tipologie di diffusori siano essi Monitor, per ascolto HiEnd o addirittura impiegati per sonorizzare grandi ambienti.
La qualità di questo driver, così come la sua tenuta in potenza, sono vincolati come per qualsiasi altro componente audio all'assenza di distorsione, che se presente, lo distrugge in un attimo, è un driver molto difficile da far suonare bene, la predominante media è quasi ingestibile ma, in mano a un progettista davvero bravo, è un driver capace di prestazioni davvero uniche, io non ne ho mai rotto uno anche spingendoci dentro come un forsennato, e voi?
Certamente in pole position quale Driver da considerare HiEnd, chiaramente con le dovute riserve. 

Altoparlanti gamma mediobassa/media/alta/altissima -driver Enim, Emit e SuperHemit

Conosciutissimi nel mondo dell'audio quanto Pavarotti, sono stati e sono ancora punto di arrivo per moltissimi audiofili, seppure io personalmente ci abbia convissuto per metà della mia esistenza audiofila, non posso collocarli totalmente nella fascia HiEnd, ma non posso neppure metterli nell'HiFi, questo perchè la velocità nei transienti di questi driver è impressionante, altrettanto lo è la risposta di frequenza e, proprio riferendomi a quest'ultima, arriva la nota dolente: eccessivamente eccessiva, non saprei come descriverla meglio, acuti simili nella realtà non esistono e spesso mi sono ritrovato a sentire suoni inesistenti sui supporti, generati dagli altoparlanti, negli ultimi per esempio, specifico meglio: in quelli delle Genesis questa vitalità proprietaria non è presente, così la naturalità, che reputo ottima, ma sono davvero delicatissimi, io ne ho farciti già quattro, per tante attenzioni abbia posto, non parliamo poi dei vecchi emit di cui ho fatto strage.
Quindi,  un otto meno per gli emit vecchi HiFi-End ed un otto e mezzo più per quelli nuovi marchiati Genesis  e decisamente HiEnd.

Altoparlanti gamma media - mid range planari

Che dire... Una libidine, veloci, precisi e microdettagliati in ogni particolare per tanto infinitesimale, unici a mio parere personale, capaci di restituire una realtà nella velocità e nella naturalità del suono, anche qui Magneplanar la fa da regina insieme ai migliori ibridi esistenti dove svettano le Genesis.

Altoparlanti gamma bassa planari isodinamici

Nota dolente. Anche se la risposta di frequenza è similare, se non addirittura molto più estesa rispetto a molti dinamici, la tipologia costruttiva di questi altoparlanti sottrae al basso una parte fondamentale che è l'impatto, si percepisce, eccome se si percepisce, ma rispetto ai bassi dinamici non c'è storia, rimangono comunque un passo indietro ai dinamici in cassa chiusa.
Senza ombra di dubbio è classificabile come HiEnd nella riproduzione, velocità e coerenza sono spettacolari, così anche la ricostruzione delle risonanze più basse e infinitesimali, ma per chi ascolta spesso il live l'assenza dell'impatto viscerale è davvero tragica, Magneplanar senza dubbio la migliore, seppure solamente per i modelli serie tre e venti, capaci di bassi poderosi pari ai dinamici, seppure diversi.

Altoparlanti gamma bassa dinamici in cassa chiusa e linea di accordo

Certamente il migliore per la riproduzione della gamma bassa, se l'altoparlante è di pregevole fattura, la cassa chiusa permette il massimo della resa limitando al minimo le risonanze, se non quelle dirette generate dal mobile, mentre per i bassi a linea di accordo, seppure simile al reflex, sempre che sia ben progettata, ha una ottima resa, un poco più sporca rispetto alla cassa chiusa, ma generalmente con un buon controllo generale dei disturbi, cassa chiusa quindi HiEnd di sicuro, per la linea dipende invece dalla costruzione a volte si altre no.

Assurdo ma vero

Raramente accade che ci si possa imbattere in veri e propri prodigi, eppure accade, e quando succede si resta sconcertati, allibiti, basiti e chi più ne ha più ne metta. Non ho classificato i monovia in questo paragrafo in quanto li reputo scadenti anche se venerati da molti audiofili, indi... Ritrovarmi a dire quanto segue per me è una dolce novità che rincuorerà di certo tutta quella categoria che non volutamente ho scisso dall'Audio HiEnd.
L'unico monovia che fino a ora ho potuto ascoltare e che mi ha letteralmente sconvolto i sensi è LuxSapienti, non dico altro, se incuriositi, leggete la recensione su ReMusic.