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  Conversioni & migliorie...
   









Partiamo dal semplice concetto che un segnale digitale ha bisogno, per essere completo, di esserlo già in partenza dal supporto e successivamente di venir letto in ogni sua parte senza errore alcuno.

Questo è possibile soltanto se i supporti utilizzati sono di qualità e la macchina di lettura capace di svolgere al meglio il suo compito.

La conversione o modulo D/A, come lo si chiama abitualmente, ha l'arduo compito di convertire al meglio il segnale da digitale (Bit) in analogico (segnale di bassa frequenza), fermorestando che al suo ingresso venga applicato un segnale completo ed esente da vizi.

Premetto questo poichè gran parte dei peggioramenti sono spesso maggiormente imputabili al cattivo trasferimento del segnale (molto trascurato) piuttosto che alle elettroniche presenti nell'impianto.

Ipotizziamo quindi di lavorare in un contesto ove sia presente una sorgente (Cd) e un trasferimento del segnale digitale perfetti da restituire alla conversione.

Inutile dire che il discorso non vale se usiamo un lettore Cd integrato, per il quale l'unica opzione disponibile per migliorarne la qualità è chiaramente la modifica totale di ogni sua parte.

Una sorgente perfetta dona in uscita un segnale pieno di dettagli infinitesimali e un Bit Rate (intensità del flusso) decisamente elevato. E' chiaro che la conversione deve poterli estrapolare tutti nel modo più rispettoso e composto, come per le meccaniche, vige il principio dell'individualità, anche in questo caso, ognuna suona con una personalità propria.

A parte lo stadio principale digitale però, in questo caso sono presenti una gran quantità di variabili che influiscono sul risultato: il corretto adattamento di impedenza su tutta la linea digitale di ingresso, la qualità del dac e la lavorazione della scheda madre, la filatura del cablaggio, la schermatura dei componenti e del telaio, alimentazione, stadio analogico di uscita che può essere a valvole, a stato solido o a trasformatori, passivo, sbilanciato o bilanciato.......insomma, una vagonata di variabili tutte deleterie o ottimizzanti, in base al tipo di progetto.

Resta l'orecchio, unico chiamato in causa per capire quanto una conversione possa sposarsi al meglio con una determinata sorgente. Non ho modo di descrivere il suono di ogni macchina in corrispondenza di tutte le sorgenti esistenti, mi limiterò a dire che l'accoppiamento è diverso per ognuna di esse, il perchè o percome è irrilevante per l'utente che non ha modo di intervenire direttamente sulle macchine per variare questi fattori.

Il suono in uscita deve essere Sempre e comunque completo in ogni sua parte, mai pastoso o incasinato, le conversioni peggiori spesso hanno una medio-alta graffiante e molto ruvida e una gamma bassa lasciva, se non  addirittura inesistente.

Non pensate di buttarvi a pesce su quelle dotate di valvole in uscita pensando che questo possa aiutare, perchè non è così, al contrario sarà possibile solo se è presente una maggiore qualità della sorgente o dello stadio D/A.

Dolcezza e fluidità sono il denominatore comune di tutte le conversioni ben fatte, indifferentemente dal tipo di stadio di uscita.

E' certamente più facile interfacciare elettroniche solo a stato solido, per via della neutralità del sistema in classe A (dicasi in classe A, circuito totalmente stabile che non inficia sul segnale), privilegio non concesso alle valvole che sono il componente più instabile esistente.




Il collegamento digitale dalla meccanica al Dac (come ripetuto mille volte) deve essere esclusivamente elettrico, se è con il bnc in ingresso/uscita ancora meglio, nel caso ci fosse l'rca consiglio subito la sostituzione con un Wbt dedicato al digitale per i 75 Ohm ,visto che gli rca normali sono a 50 Ohm e vanificano in parte, con il disadattamento. l'uso di connessioni di qualità eccelsa.

Verificare che l'ingresso digitale del convertitore sia un Crystal, decisamente superiore per qualità rispetto agli altri, che abbia l'inversione della fase disponibile sul frontale e magari sia fornito di serie di antijitter (come i Dac Wadia o Apogee), in caso contrario è d'obbligo l'applicazione di una scheda aggiuntiva antijitter, possibile solo se l'apparecchio è quarzato cioè dotato di inseguitore (pll, Phase Loked Lock).

Il numero di bit di targa è irrilevante, anche se per logica dovrebbe dare un risultato migliore più alto è il numero di bit che ridisegnano il segnale. Personalmente ho trovato macchine a 18 e 20 bit di migliore qualità rispetto ad altre superiori, chiaramente è l'entita dell'errore digitale a fare da discriminante.

E' preferibile avere meno bit con meno errori, piuttosto che averne di più con un'incidenza superiore di errori sulla base tempi, nel dubbio ascoltare sempre e giudicare di persona e nel caso la macchina, seppure inferiore di bit, vi paia a orecchio chiaramente migliore per definizione e dettaglio, sceglierla senza indugio rispetto ad altre superiori  per i dati tecnici, ma peggio suonanti.

Le uscite analogiche da usare sono sempre quelle sbilanciate rca, una eccelsa connessione  analogica sbilanciata e/o semibilanciata, suona sempre con una qualità acustica non riscontrabile nel bilanciato, freddo e spigoloso (consigliabile solo se la distanza da coprire tra le elettroniche è superiore ai 3 metri).

Ci sono molti tipi di conversione, la maggior parte imprime al suono una colorazione tutta sua indifferentemente se valvolari o a stato solido; escluderei a priori le valvolari (come già detto) lasciando magari al preamplificatore il compito di colorare successivamente il suono con uno stadio valvolare ben fatto (e molto poco evidente), a meno che non siate dei patiti solovalvole a cui piace ascoltare affogati in un bignè alla crema, in questo caso tutto il mio parlare è stato inutile.

Se le valvole non sono presenti nel convertitore ma nelle elettroniche che seguono (pre o finale) il risultato è decisamente migliore, in qualsiasi caso comunque non dev'esserci MAI più di un'elettronica valvolare nel totale dell'impianto, perchè l'eccessivo calore aggiunto al segnale renderebbe il suono indecifrabile, eccessivamente pastoso e lento, distorcendo e diminuendo notevolemte la risposta dei transienti.

Non c'è nulla che l'utente possa fare purtroppo (o per fortuna) sulle conversioni, l'alto contenuto tecnologico e la delicatezza di questi circuiti permettono solo a chi li conosce bene di potervi intervenire.

Operazioni fai da te sono decisamente sconsigliate, non tanto perchè potreste non ottenere risultati, ma per i danni che inconsapevolmente potreste arrecare distruggendo in un colpo solo l'intera elettronica (e a volte pure il resto dell'impianto).

Le sole operazioni concesse, e sempre con molto criterio, sono la sostituzione delle valvole ove presenti (e solo se il bias è autoregistrante) con altre diverse e l'ottimizzazione dei collegamenti.

A questo proposito voglio fare un appunto importante: NON scollegate MAI per nessun motivo un cavo digitale (di qualsiasi tipo) se la conversione o la meccanica sono accese, questo danneggia irreparabilmente il chip di ingresso, obbligandone la sostituzione (costa una legnata).