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Connessioni Come e Perchè
Argomento decisamente spinoso per me da trattare, la mia proverbiale pazienza vacilla in questo ambito che ho visto stuprato e massacrato da miriadi di ignoranti o sordi spacciatori di immondizia.

Cercherò, nel massimo di quanto mi è concesso, di tenere a freno la mia irruenza che già scalpita e ringhia al solo pensiero di quanto sia minimizzata l'importanza delle connessioni. Non voglio assolutamente generare polemiche inutili e non costruttive a riguardo, chi mi conosce, sa bene di quanta elasticità sia dotato e al contempo, quanto sia rigido su argomenti che mi toccano molto da vicino come questo.

Quando si è al primo impianto, si tende a vedere giustamente le connessioni come un semplice accessorio, non è concepibile oltretutto pensare a primo acchito di spendere cifre importanti a tal proposito, ben investite magari per i diffusori, ma ritenute superflue nelle cose reputate di minore importanza.

Voglio dire che capisco pienamente e approvo la condizione mentale in cui ci si trova quando si decide di comporre un impianto audio per la prima volta, con tutto ciò che comporta.

Concepisco quindi il volersi astenere dal dare giusto peso alle connessioni, perlomeno a questo livello audiofilo.

Per iniziare e per non gettare via inutilmente soldi acquistando mediocrità incapaci di restituire un suono quantomeno ascoltabile, consiglio di evitare qualsiasi connessione al di sotto dei mille euro, quindi praticamente tutte e avendo calcolato un budget approssimativo di circa 500 euro massimi in totale per i cavi al primo impianto, consiglio vivamente di risparmiare ancora di più seguendo un semplice suggerimento che vi darà inoltre un risultato maggiore: acquistate un pò di metri di cavo microfonico Klotz e i cavi li costruite da soli con pochi euro, suoneranno decisamente mille volte meglio,costando dieci volte meno.

Fermorestando però che giunto il  momento in cui poi potrete permettervelo o in cui avrete compreso la reale importanza dei collegamenti, farete acquisti seri, lasciando la rumenta dove si trova, sugli scaffali dei negozi.

Ci tenevo a fare questa prefazione, essendo l'inizio di questa sezione dedicata agli audiofili New Entry e non per chi è sgamato e pratico, a cui ho invece dedicato sezione apposita partendo da "Dal Secondo al Terzo". Rimanete comodi quindi e godetevi quanto scritto in seguito,augurandomi che indifferentemente dalle possibilità, possiate avere un'dea molto chiara di cosa siano veramente le connessioni, della loro importanza e della priorità assoluta che hanno quando si  compone un impianto volto alla qualità.



E' fondamentale comprendere quanto sia complesso un segnale audio, sia esso digitale, analogico o di potenza, come trasportarlo mantenendolo intonso in ogni sua infinitesima parte, impresa non da poco. Trascurare questo particolare, dedicando scarsa attenzione nella cura delle connessioni è, nella maggior parte dei casi, motivo di fallimento.

L'impianto riproduce come se stesse soffocando, gli acuti sono freddi, spigolosi, quasi taglienti, i bassi, sempre se ce ne siano, scappano ovunque, tutto appare impastato in modo indegno oppure metallico e graffiante, insomma, un bailamme di difetti e storpiature generali.

Un cavo è artefice di enormi emozioni o cocenti delusioni.
Imputare la colpa a uno o all'altro componente è inutile, non ne uscirete mai, la somma di tutte le discrepanze generate dalle macchine, unite alla personalità dei diffusori e completate dall'equalizzazione dei cavi usati, vi impedirà di poter comprendere anche solo uno di questi fattori, mescolando tutto quanto in un unico calderone risonante distorsivo.

Nella semplicità, personalmente, riesco sempre a trovare ogni soluzione e ora, senza dilungarmi nello spiegare perchè o percome, mi limito a dire che un impianto parte dalle sue connessioni, che ne definiscono il carattere e la qualità finale.

Conoscendo come si comportano i collegamenti si può tranquillamente avere un buon riferimento e da lì separare ogni macchina per suono e timbro... Lo so, la faccio troppo facile, se non si conosce a menadito il suono di ogni componente, è comunque un'impresa disperata, ma qui parliamo di un fai da te principiante e non di un'opera HiEnd.

Ogni elettronica ha la propria personalità, il trucco è colmare le deficienze di una compensandole con quelle della successiva, fino a ottenere un equilibrio ottimale, cosa fattibile se dobbiamo lottare solo con i difetti delle apparecchiature, ma se dobbiamo sommare pure quelli dei cavi allora è davvero finita, tanto vale rinunciare.

La connessione non deve esistere.
Se vista, anche poco, dal resto dell'impianto, scordatevi di poter ottimizzare. Basatevi sul concetto che quando un cavo è scadente si comporta in modo esponenziale, quindi... mezzo metro sporca, un metro infetida e un metro e mezzo deteriora all'inverosimile, se pacioccando trovate un cavo che sporca poco, indipendente dalla lunghezza, usatelo pure facendolo comunque il più corto possibile, e cercate connettori a vite per evitare saldature, questo aiuterà a sporcare un pò di meno il suono.

Per me l'unica connessione possibile è quella che non impone la propria presenza: la mia.

Le mie connessioni non variano i loro parametri, siano esse lunghe 50 cm o cinque metri,  NON suonano, non equalizzano, non sporcano e non stuprano il segnale che vi fluisce. Le elettroniche lavorano come se fossero avvitate saldamente l'una con l'altra, consentendo un interfacciamento perfetto tra le parti.

La parte più bella del suono, la Sua Vita, le sue proprietà emotive e spirituali sono tutte racchiuse nelle seconde armoniche, particolari infinitesimali che non vengono restituiti dai cavi in commercio, indifferentemente dalla qualità dichiarata.

Si sente molto parlare di cavi, se ci fate caso però alla fine il discorso finisce sempre nello stesso modo, quello mi piace di più, quello mi piace di meno, il che lascia a intendere quanto ognuno sia pastoso o nitido a proprio modo, senza rispettare criterio alcuno.

Non fidatevi mai degli amici, loro vanteranno proprietà miracolose per ogni componente che hanno a casa...  E un giorno scese dal cielo un gotha dell'HiEnd portando a noi comuni mortali il cavo White Condom capace di grandi prodigi.

Le vostre orecchie sono l'unico riferimento assoluto.
Non c'è negoziante, venditore o sedicente audiofilo che possa consigliarvi in merito, visto che alla fine siete voi che dovrete ascoltare l'impianto e non loro, e a voi soltanto deve piacere!

Le connessioni sono a tutti gli effetti impianto, non smetterò mai di dirlo, ma solamente se sono eccelse e neutre, cosa che non si può certamente dichiarare per elettroniche e diffusori che a questo punto, messi a confronto, divengono a tutti gli effetti accessori di secondaria importanza.